Derivati, meno male che ci sono i consulenti

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di Matteo Chiamenti 24 Marzo 2010 | 16:15
Come nella tradizione della storeografia, Roma si mostra ancora punto di convergenza di vittoriose imprese nostrane.

Trombe, trombette, tromboni (questi ultimi, purtroppo, immancabili nel nostro stato libero di Bananas), tutti invitati a suonare a festa nell’ormai prospero mondo dei fee only. Fa niente se l’albo è ancora ancorato ai cravattoni grigi modello “Funerale alla Rinascente”  di qualche burocrate de noantri, l’importante è, per quel che si può, godersi i piccoli (ma grandi per impegno e sostanza) successi quotidiani. Ecco così il fiorire di nuovi professionisti, l’importanza della categoria ribadita da sua autorità Lamberto Cardia e, dulcis in fundo, la Commissione Finanze del Senato ha dato concretamente seguito ai suggerimenti e alle osservazioni formulate da Aiaf, Assofinance (l’Associazione Nazionale delle persone giuridiche di Consulenza Finanziaria Indipendente) e Nafop (l’Associazione Nazionale delle persone fisiche della Consulenza Finanziaria Indipendente) in occasione dell’audizione a Roma del 6 maggio 2009.

Già, perché nel comma 11 del documento finale recentemente pubblicato sul sito del Senato, relativo all’indagine conoscitiva sull’utilizzo e la diffusione degli strumenti di finanza derivata e delle cartolarizzazioni nelle pubbliche amministrazioni, si fa riferimento alla “Necessità che gli advisor, accanto ai necessari requisiti di professionalità, possiedano una configurazione giuridica ed operativa che garantisca l’effettiva terzietà/imparzialità, nella prospettiva dell’adozione dello specifico Albo dei consulenti finanziari indipendenti, tra l’ente territoriale e l’intermediario finanziario nella fornitura del servizio di assistenza/consulenza all’ente che intenda utilizzare gli strumenti derivati previsti per la gestione del proprio debito”.

Parole che ribadiscono l’importanza di una figura professionale che lotta quotidianamente per la propria valorizzazione, ma che ormai è destinata a entrare di buon diritto, all’interno della cultura finanziaria italiana: “Nafop, associazione sorta a tutela della categoria professionale del consulente finanziario indipendente e dei patrimoni degli investitori, ha sempre lavorato al fine di favorire il migliore recepimento della nuova figura professionale.” commenta Cesare Armellini, presidente Nafop “In attesa dell’Albo, previsto per la fine del 2010, ai nostri associati richiediamo il rispetto del Requisito di Indipendenza stabilito dal decreto 206/2008 del Ministero dell’Economia e delle Finanze e richiamato all’articolo 11 del documento della commissione Finanze sull’utilizzo e la diffusione degli strumenti di finanza derivata e delle cartolarizzazioni nelle pubbliche amministrazioni”.

Altrettanto soddisfatta è Giannina Puddu, presidente Assofinance, che snocciola i vari elementi della odierna celebrazione: “Assofinance esprime il suo apprezzamento sul testo approvato dalla Commissione Finanze e successivo a tutta l’indagine consocitiva sui derivati sottoscritti dagli enti locali. Particolarmente si condivide l’osservazione sugli elementi di criticità evidenziati dalla commissione in linea con quanto AssoFinance aveva già espresso in diverse occasioni compresa l’audizione al senato del maggio 2009: mancanza dell’esattta quantificazione del fenomeno, presenza di numeri discordanti come recentemente osservato anche da IL SOLE 24 ORE, evidenza del problema dei sinking funds, dei derivati di credito e dei prestiti obbligazionari con rimborso bullet. A ciò si aggiunge la criticità di bilancio indotta dalla mancata o parziale contabilizzazione dei derivati. Emerge, altresì, la censura dell’abuso della dichiarazione di operatore qualificato con le conseguenze note determinate dall’assensa, di fatto e spesso, delle competenze necessarie per un processo di scelta consapevole degli enti locali. In linea con la posizione e le aspettative AssoFinance la proposta della Commissione volta a disciplinare il futuro salvo la disposizione che vieta la sottoscrizione dei derivati ai comuni sulla base del numero degli abitanti; dal punto di vista AssoFinance non c’è relazione tra le competenze finanziarie in ambito locale e il numero di abitanti. Condiviso, ancora, l’obiettivo di introdurre il migliore regime di trasparenza come già più volte proposto da CONSOB con il sostegno di assoFinance. Entusiasmo negli ambienti AssoFinance alla letttura dell’art. 11 che indica, tra l’altro, l’utilità di advisor terzi rispetto agli intermediari finanziari chiamando in causa, direttamente, i Consulenti Finanziari Indipendenti che si caratterizzano, come noto, per l’assenza di conflitti di interesse anche in misura potenziale. La metodolgia quantitativa proposta come approccio scientifico per la pre-verfica degli indicatori di convenienza pare anche a noi l’univa via percorribile.” Insomma, come nelle migliori favole ce la sentiamo di concludere con un romantico “e vissero tutti felici e contenti”. E, una volta tanto, chissene dell’albo.

In calce, il documento completo del senato.

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