Il Monte dei Paschi si mette a dieta

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di Camilla Gaiaschi 26 Marzo 2010 | 11:59
Il Monte Paschi chiude il 2009 in calo e rinuncia al dividendo. Ma per il 2010 il management è fiducioso, complice il buon andamento di commissioni e impieghi. Mussari: “Ci sarà un salto di qualità su ricavi e profitti. Di sicuro torneremo a staccare la cedola”.

Il Monte Paschi di Siena rinuncia al dividendo. Il Cda dell’istituto bancario che si è riunito oggi per approvare i conti 2009 proporrà all’assemblea la distribuzione della cedola per le sole risparmio (1 centesimo per azione). Gli utili consolidati sono scesi a 220 milioni di euro da 922 milioni, al di sotto del consensus, ma per il 2010 il management è fiducioso: il direttore generale Antonio Vigni ha precisato che il ritorno all’utile, dopo il rosso registrato nel quarto trimestre (-181,3 milioni), è previsto già per il primo trimestre del 2010, complici il buon andamento di impieghi e commissioni (in crescita) e la riduzione di costi e incagli: “Nel 2010 – ha spiegato Vigni – ci sarà una tenuta del margine di interesse anno su anno e una forte riduzione dei costi”.

Nel 2009 il margine di interesse è sceso del 6,4% a 3,6 miliardi, mentre il risultato operativo netto è di circa 532 milioni (da 856 milioni adjusted nel 2008).  Il gruppo sta procedendo con la riorganizzazione della struttura, che si è tradotta in un calo degli oneri operativi dell’8%. Al netto degli effetti della Purchase Price Allocation, l’utile netto è stato di 354 milioni di euro.  In calo anche le commissioni (da 2,1 a 1,8 miliardi di euro). L’attività di gestione del risparmio, seppure in calo anno su anno, è tornata a crescere nel secondo semestre 2009.

“Il 2009 è stato un anno complicato perché abbiamo completato una profonda trasformazione mentre il Pil italiano scendeva del 5% – ha precisato il presidente Giuseppe Mussari – ora la fase di integrazione delle strutture si sta concludendo e il 2010 sarà migliore del 2009. Ci sarà un salto di qualità sul fronte di ricavi e profetti, oltre che a una riduzione dei costi”. Mps tornerà “certamente” a distribuire utili nel 2010, “ma per quest’anno – ha precisato Mussari – preferiamo destinare l’utile al rafforzamento patrimoniale”. Il corte tier 1 dell’istituto, grazie anche al ricorso ai Tremonti bond (per 1,9 miliardi), è pari al 7,5% e secondo Vigni “avrà un ulteriore beneficio di 25 punti base grazie al perfezionamento delle cessioni degli sportelli a Intesa e Carige”. Il gruppo punta inoltre a valorizzare il proprio portafoglio immobiliare. Tra le varie operazioni la più importante è quella che riguarda il conferimento di immobili (per un valore di 1,7 miliardi) ad un fondo. La questione è però al centro di un confronto con Bankitalia, che sta attualmente mettendo a punto una bozza di regolamento sui fondi immobiliari. Ma se le condizioni poste da Via Nazionale dovessero determinare l’impossibilità di utilizzare la plusvalenza per rafforzare il patrimonio, Mps potrebbe “considerare altre opzioni”. Sul piano industriale la banca è in attesa di capire quali saranno le nuove regole di Basilea III sulla deduzione dal capitale di alcune attività (quali minorities e tasse differite): “Ci stiamo lavorando – ha precisato Mussari – ma per una presentazione organica dobbiamo aspettare di capire quali saranno le nuove regole sul capitale”.

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