Promotori Finanziari – L’open architecture piace sempre più

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di Redazione 1 Aprile 2010 | 11:30
I clienti non hanno abbandonato le reti. E nel corso dell’anno è cresciuto il ruolo dell’open architecture. Ecco alcuni degli elementi emersi durante l’assemblea di Assoreti.

I clienti dei promotori finanziari possono dormire sonni tranquilli. Le reti offrono un servizio di consulenza degno di un mercato globalizzato. A rivelarlo non sono indagini costruite su misura ma i numeri dell’industria del risparmio gestito europeo. Secondo quanto elaborato da Assoreti (su dati dell’associazione, di Assogestioni e di Efama) nel corso del 2009 il 28,4% del patrimonio dei clienti delle reti di promozione finanziaria italiana era collocato in fondi azionari, in perfetta linea con il trend dell’industria europea che ha visto una media del 33%.

Ma, soprattutto, in netto contrasto con il resto del sistema nostrano che ha dirottato solo il 19% del patrimonio della clientela verso fondi azionari, preferendo, nel 62,4% dei casi, prodotti obbligazioni e fondi di liquidità. Scelta, quest’ultima, che ha interessato solo il 43,7% del patrimonio della clientela dei promotori finanziari. “Anche nel 2009, come già riscontrato nel 2008, si rivela una netta vicinanza dell’atteggiamento dei promotori finanziari al resto dell’Europa, rispetto a quanto invece registrato nel sistema Italia” commenta [p]Marco Tofanelli[/p], segretario generale di [a]Assoreti[/a].

“Questa è l’ennesima dimostrazione che i fondi comuni di investimento si possono vendere in tanti modi, ma solo le reti, oggi, lo fanno sfruttando appieno le opportunità dei mercati”. Quel 28,4% collocato in fondi azionari ha, infatti, beneficiato del rialzo dei mercati registrato dai minimi di marzo 2009 alla fine dell’anno. Ma la crescita del mondo delle reti di promozione finanziaria è dimostrata anche dagli altri dati contenuti nella relazione annuale presentata da Assoreti alla stampa nella giornata di oggi. In particolare dal patrimonio totale detenuto dalle reti alla fine del 2009. Il dato è risultato superiore ai 229,7 miliardi di euro, riportandosi, quasi, ai livelli del 2007. Il tutto senza perdere un cliente. “I dati relativi al numero di clienti e al numero dei promotori finanziari attivi rivelano un forte consolidamento dell’industria” spiega ancora Tofanelli. “Nonostante il calo del numero di professionisti attivi non abbiamo assistito ad un calo della clientela. Questo ha consentito un aumento del portafoglio medio gestito dal singolo promotore finanziario. Ma, soprattutto, rivela la scelta delle reti come interlocutori preferenziali nell’ambito della consulenza finanziaria”.

E a conferma della qualità del servizio di consulenza oggi offerto dal mondo delle reti arriva anche un altro dato presentato nella relazione annuale di Assoreti: il crescente ruolo dei prodotti di terzi. Se già negli anni passati il dato di raccolta netta rivelava un crescente ruolo dei fondi di terzi a scapito dei prodotti “di casa”, nel 2009 si è registrato un importante crescita del patrimonio detenuto dalle reti in strumenti di terzi. In particolare, rispetto al 13,5% registrato alla fine del 2005, nel dicembre dell’anno scorso ben il 23,8% degli oltre 229 miliardi di patrimonio detenuto dalle reti era ripartito in strumenti di terzi e non “di casa”.

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