Le minoranze hanno più spazio

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di Camilla Gaiaschi 13 Aprile 2010 | 08:30
Bankitalia spinge perché le banche di credito cooperativo modifichino gradualmente la governance

Si riaccende la questione della governance per le popolari alla vigilia della stagione assembleare. E mentre Gianpaolo Samorì torna alla carica su Bper reclamando una maggiore rappresentatività per le minoranze, Banca Etruria si prepara a modificare lo statuto per aumentare le deleghe a cinque dalle attuali tre (l’assemblea è prevista per il 25 aprile). Dopo la Popolare di Sondrio (che ha rinnovato 5 consiglieri lo scorso 27 marzo), il 17 aprile sarà la volta del Creval e del Banco Popolare dell’Emilia Romagna (con sei amministratori in scadenza), mentre Ubi e Banco Popolare si riuniranno il 24 aprile. Ciascuna con i suoi tempi e con le proprie modalità, gli istituti si stanno progressivamente adeguando alle indicazioni di Banca d’Italia sulla riforma della governance. Nell’ultimo anno i toni di via Nazionale sono parecchio cambiati, complici la crisi (che ha mostrato la buona tenuta delle popolari) e gli interventi dell’Unione Europea a favore del voto capitario. Così, Palazzo Koch ha ammorbidito i toni del confronto, pur continuando a battere chiodo sulla necessità di dare maggiore spazio agli investitori istituzionali. Un punto, questo, su cui le banche però difficilmente faranno delle concessioni, visto che andrebbe in un certo senso a snaturare alcuni dei cardini del credito cooperativo, come l’azionariato diffuso e una logica di investimento di lungo termine. L’apertura verte semmai su minorities e, con più cautela, su deleghe e voto a distanza. Creval e Ubi per il momento non hanno all’ordine del giorno eventuali modifiche: l’istituto presieduto da Giovanni De Censi, tra i primi a introdurre il voto di lista, prevede infatti già il massimo delle deleghe applicato dalle Popolari (cinque), anche se sulle minorities è fermo a un solo consigliere (finora il problema però non si è mai posto, visto che a presentarsi è stata sempre e solo la lista di continuità). Su questo punto l’Unione delle banche italiane fa un passo in più, con una sorta di criterio proporzionale che permette di arrivare fino a cinque consiglieri di minoranza per la seconda delle liste classificate. Il Banco Popolare, che in occasione della prossima assemblea rinnoverà dieci consiglieri in scadenza, tra cui il presidente Carlo Fratta Pasini, prevede una sola delega per socio e un solo amministratore di minoranza. Di eventuali “ritocchi” allo statuto se ne sta parlando solo in via informale e per ora non è prevista la convocazione di un’assemblea straordinaria in proposito.
L’articolo completo lo puoi trovare su Soldi,
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