Consulenti indipendenti – L’indecenza del denaro

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Pubblichiamo una lettera scritto di pugno da Giannina Puddu, presidente di Free&Partners e Assofinance; nelle sue parole una visione sincera sull’attuale questione Grecia..una vicenda che mette nuovamente in evidenza la fragilità di un sistema finanziario che ha ormai perso da tempo la maschera di un paese dei balocchi, per allocchi.

Matteo Chiamenti di Matteo Chiamenti29 aprile 2010 | 08:00

La Grecia entrò a far parte dell’Unione Europea nel 1981 come decimo stato dell’unione. Francia, Germania, Italia, Olanda, Lussemburgo, Danimarca, Belgio, Inghilterra, Irlanda, già storicamente presenti, valutarono la candidatura greca fino alla definitiva promozione. Oggi, dopo 29 anni, la Grecia è nuda con l’ultimo straccio rimasto a coprire le sue vergogne strappato, due giorni fa, con violenza indecente e spregiudicata da Standard & Poor’s  che ha inserito il debito pubblico greco nella categoria dei  junk bonds ovvero delle obbligazioni spazzatura.

Chissà quali riflessioni  di Pitagora, Eraclito, Socrate, Democrito, Platone, Aristotele, grandi padri del pensiero occidentale, nell’assistere a tanta ignominia gettata sulla loro antica terra e con si tanta freddezza da questi nuovi censori planetari! Intanto, il governo greco si affanna a dichiarare che la sintesi spietata di S&P sia scorretta, non fedele, non reale. Intanto, gli “stati fratelli d’Europa” temporeggiano in attesa del parere positivo del grande fratello tedesco… La pericolosa imponenza del debito greco è figlia dei nostri tempi; tempi nei quali, ovunque, il potere è deviato; concepito come strumento di arricchimento personale e smisurato anziché come guida illuminata del percorso dei popoli.

La morte delle ideologie, accolta con frequenti e colte celebrazioni, ha individuato nel danaro la nuova divinità cui tutto, sulla terra,  si sacrifica compresa la dignità dei popoli che oltre al danno subito a causa delle loro pessime nomenclature subiscono, infine, la beffa dell’ignominia planetaria. Registriamo i primi effetti europei della sepoltura rapida ed economica delle ideologie in luogo del grande sforzo intellettuale  che sarebbe stato necessario al perseguimento della loro stessa emancipazione.  A conferma di ciò, l’errare senza meta delle “sinistre” del terzo  millennio.

Lo stesso approccio pragmatico, cinico e non lungimirante è oggi dell’ Europa davanti al capezzale greco. Si sono riempite molte tasche con gli interessi pagati dai greci finché è convenuto e senza porre troppe domande, evidentemente.  Adesso? Che Europa è la nostra? Che leadership è la leadership tedesco-francese? Perché permettere che la Grecia, l’Euro, l’Europa intera siano sotto l’attacco mediatico avanguardia dell’attacco speculativo finanziario? L’Europa è tra due morse: l’Est e l’Ovest del mondo; come potrebbero salvarsi i tedeschi senza il cuscino dei paesi fratelli d’Europa dal momento che pare chiaro lo scenario che avremmo se la Grecia fosse abbandonata al suo destino?

La fragilità della Grecia così come la fragilità già sottolineata di altri membri dell’Unione è la stessa fragilità dell’Unione. Ciò che accade oggi seminando, ancora, nuova ansia finanziaria ed economica, dimostra che è giunto, per l’Europa, il tempo del nuovo slancio. I leader europei più che concentrarsi sulle loro egoistiche convenienze di breve periodo dovrebbe mettere a frutto le loro competenze per dotare l’UE di un centro di potere che sia capace di introdurre regole, sistemi di controllo e sanzioni esemplari non per i paesi ma per i diretti responsabili, persone fisiche, degli abusi e di ogni azione contraria agli interessi del popolo europeo. Insomma, è ora di fare dell’Europa un nuovo, autentico, Stato Sovrano. Intanto, la speranza è che la Grecia possa riprendersi almeno la nostra fiducia unita all’opportunità di tornare ad essere terra degna della sua memoria storica.


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