Consulenti indipendenti – “Fai da te” requiem

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di Matteo Chiamenti 30 Aprile 2010 | 12:30
Si è svolto nella giornata di oggi l’incontro organizzato da Assofinance e Free&Partners, in collaborazione con Invesco, IShares e Adiconsum, dal titolo “Etf, uno strumento alternativo per l’investimento finanziario”.

Il pubblico non è quello tipico dei convegni altolocati; niente salotti buoni da happy hour, niente allegri girotondi reverenziali intorno al “capo” di turno, niente sorrisi da copertina. Oggi da Assofinance c’era spazio invece per tanta verità di persone “normali”, tanto confronto, tanta realtà.

Una realtà fatta da studenti universitari, pensionati, professionisti di diversa fattura, uno spaccato credibile del macromondo che risponde al nome “risparmiatori”. Una realtà che ha messo in luce proprio le tipiche sfaccettature di questa categoria in ambito italiano, ovvero elevata propensione al risparmio, interesse per le tematiche finanziarie, ma ancora troppo poco coraggio per liberarsi da una pericolosa routine: il fai da te.

Già perché ascoltando i primi interventi (l’incontro è stato organizzato nell’ottica di un “forum” aperto di discussione) non si è potuto fare a meno di riflettere su quanto ancora sia radicata nell’investitore nostrano l’autonomina a factotum finanziario; d’accordo che il buon Sallustio ci ricordava che ciascuno è artefice della propria sorte (faber est suae quisque fortunae), ma è altrettanto innegabile che quando la scelta si tramuta in autolesionismo, allora i rischi sono tanti. Ne è stato esempio l’intervento di un presente, investitore in etf, il quale si lamentava con i presenti della difficoltà di confrontare con efficacia i differenti profili degli strumenti finanziari in essere, al fine di valutarne appieno il contenuto.

Già, verrebbe da dire, piacerebbe anche a me conoscere i principi cardine dell’ingegneria edile per costruirmi un palazzo da solo (nell’ipotesi irrealizzabile che io ne abbia le forze, le autorizzazioni, i mezzi e i soldi); fatto sta che non ho la preparazione adatta, e cimentarmi in tale impresa avrebbe un non so che di nichilista. Eppure, non si sa perché, esistono valanghe di risparmiatori che costruiscono case su case, per poi vederle puntualmente rase al suolo al primo colpo di vento. Un tracollo che porta con se denaro, ambizioni e, purtroppo, esistenze intere. Non resta quindi che auspicarsi una svolta, una scintilla epocale che faccia davvero comprendere l’importanza della consulenza; nell’attesa, quindi, di un requiem del “fai da te”.

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