Mentre infuria la tempesta, le reti italiane ridisegnano il proprio futuro

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di Redazione 4 Maggio 2010 | 15:15
Nel dibattito da tempo presente sulle pagine di Bluerating.com in merito all’opportunità di cambiare modello organizzativo e filosofia operativa emerge…

Nel dibattito da tempo presente sulle pagine di Bluerating.com in merito all’opportunità di cambiare modello organizzativo e filosofia operativa delle strutture operanti nel settore del risparmio gestito italiano, tanto più in un momento delicato come l’attuale in cui spesso la clientela appare disorientata e preoccupata, tra la crisi economica strisciante e le tensioni che periodicamente riaffiorano sui mercati, ad esempio a causa della crisi del debito dei “maialini” europei (PIIGS: Portogallo, Irlanda, Italia, Spagna e Grecia), si inserisce a pieno titolo l’ultima novità in arrivo da Siena.

 Banca Monte dei Paschi di Siena ha infatti deciso di rilanciare la promozione finanziaria attraverso una business unit dedicata che dovrebbe sviluppare “forti sinergie commerciali” con le strutture del gruppo e soddisfare in modo “diretto e veloce” le richieste operative della clientela. Una riorganizzazione all’insegna della multicanalità integrata e circolare nell’ambito della quale ai PF si chiede di evolvere in un collocatore non solo di prodotti finanziari, ma anche di servizi bancari oltre che delle soluzioni per gli impieghi.

 

Un’iniziativa che suscita un certo interesse tra i nostri lettori, che però lamentano: “sono un PF del Monte ed è indiscutibile la particolarità dell’operazione nel panorama bancario. Tuttavia – prosegue il nostro lettore – è bene precisare in merito al miglioramento della redditività del PF che stando al nuovo contratto provvigionale imposto (è chiaro che un PF può non accettarlo) senza uno straccio di confronto, la redditività a bocce ferme è praticamente diminuita per tutti i PF ( o quasi)”.  

 

Il costo della riorganizzazione si scaricherà dunque sui PF stessi prima o più che sui manager? Difficile dirlo, di certo attorno alla figura dei manager continua il dibattito e partono alcune iniziative, come quella del Credem che ha annunciato un nuovo sistema di valutazione dell’operato dei suoi coordinatori in base a un sistema basato su 11 obiettivi in tre differenti categorie (produzione e reclutamento, asset mix e consulenza, qualità del servizio).

 

Anche in questo caso specifico difficile dire ex ante se funzionerà, ma di certo anche le mandanti sembrano essersi rese conto che il vecchio modello piramidale con una miriade di manager intermedi non serve più ed è anzi diventato troppo inefficiente ed oneroso per essere mantenuto ancora a lungo. E voi che ne pensate, anche la vostra struttura si sta riorganizzando? O sono solo aggiustamenti “di facciata”, fatti per non cambiare nulla di concreto? Come sempre inviate i vostri commenti qui

 

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