Art Advisory – Appunti per investire in arte oggi

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di Biagio Campo 11 Maggio 2010 | 10:30
Evitare le operazioni di grosso taglio ed adottare strategie flessibili, entrando in contatto con i soggetti capaci di influenzare il mercato.

Un approccio all’investimento in arte deve tener conto delle tensioni economico-finanziarie che caratterizzano questo tempo. Dette tensioni coinvolgono tutti i settori d’investimento finanziario, immobiliare e artistico, che manifestano ancora forte volatilità, mostrando spesso segnali contrastanti, con lo spettro di una crisi sistemica che minaccia periodicamente i mercati. La discontinuità che si è determinata è forte e ci troviamo ancora all’interno dell’intervallo di incertezza che ha creato. Con particolare riferimento al mercato dell’arte due sono gli elementi che si sono innestati in questa fase. “In primo luogo, si è insinuata negli investitori e nei collezionisti la paura e l’apatia verso gli investimenti complessi, che spesso anche una maggiore trasparenza sulle operazioni oggetto di investimento non riesce a superare; inoltre, il mercato dell’arte è soggetto a un effetto tramoggia, che screma la proposta e assottiglia i volumi”, come spiega Pietro Elia, Art Advisor.

Ma se, da una parte, “queste componenti possono essere giustificate in misura fisiologica, dall’altra un’immobilità prolungata nel tempo causa la perdita delle opportunità migliori; agire in modo adeguato determina il raggiungimento di risultati soddisfacenti”.

“L’investitore deve individuare i territori più dinamici in cui operano soggetti capaci di influenzare il futuro prossimo proponendo situazioni, nuove o già consolidate, attraverso strategie dotate di forze propulsive e capaci di mutare tattica velocemente”, un’operazione certamente non facile che solo un advisor indipendente ed altamente professionale è in grado di compiere.

“Le operazioni dovranno essere rivolte ad un livello medio del mercato, su soggetti facilmente identificabili che il sistema guarda con interesse pieno; a questo proposito, occorre evitare le operazioni di grosso taglio, rivolte a un mercato di alto livello o già fortemente storicizzato, che non possono offrire incrementi significativi di ritorno finanziario, e richiederebbero un elevato immobilizzo di capitale per un lungo periodo”.

Per comprendere quanto detto, può essere d’aiuto osservare le ultime importanti tornate d’asta, dove i segnali che ci giungono indicano che il mercato ha imboccato questa direzione. “Ne avremo conferma nel prossimo futuro, ricordando che il prossimo futuro è già oggi”.

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