Promotori – Falso rendiconto,un mese senz’albo e Fideuram lo sospende

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Matteo Chiamenti di Matteo Chiamenti 12 Maggio 2010 | 14:15
Sospensione sanzionatoria, per un periodo di un mese, del sig. Massimo Anselmi dall’albo unico dei promotori finanziari.

Continuiamo la nostra narrazione delle sentenze Consob in merito all’albo dei pf, con una storia dai toni soft. Stiamo infatti parlando di una sospensione di 30 giorni in seguito a una trasmissione a una cliente di documenti non corrispondenti al vero. Una “scorrettezza” circoscritta, ma che comunque pone di nuovo il faro sul talvolta problematico rapporto di comunicazione pf e cliente.

Fideuram ha segnalato talune irregolarità poste in essere dal sig. Massimo Anselmi nello svolgimento della professione di promotore finanziario; dalla documentazione trasmessa dall’Intermediario, è emerso che il sig. Anselmi ha consegnato a una sua cliente un estratto conto integrato, datato 15 settembre 2008 e redatto su carta intestata Banca Fideuram, contenente una valorizzazione di € 8.763,52 della voce “gestione liquidità” non rispondente al vero.

Dal conto suo Anselmi si è difeso ammettendo di aver agito in maniera non corretta, ma affermando di averlo fatto nell’esclusivo intento di dare serenità alla cliente, alla quale era legato da un rapporto di profonda amicizia, nella speranza che il mercato si riprendesse. Ha continuato affermando di non aver mai avuto alcuna intenzione di sottrarre denaro alla cliente, precisando che si è trattato di un episodio isolato, come attestato anche dagli esiti della verifica effettuata da Banca Fideuram S.p.A. nei confronti di tutti i clienti assegnatigli e affermando di essere già stato sospeso per un periodo di quindici giorni da parte dell’Intermediario.

Consob, in ragione del fatto che nel caso di specie sussistono le seguenti circostanze attenuanti, tali da consentire l’applicazione della sanzione della sospensione dall’Albo unico dei promotori finanziari, in luogo di quella della radiazione, tipicamente prevista per la violazione accertata (l’illecito è stato un fatto isolato che ha riguardato i rapporti con un solo cliente; il sig. Anselmi ha ammesso le proprie responsabilità, tenendo un comportamento qualificabile come trasparente e collaborativo; non risulta che il promotore abbia tratto diretti vantaggi dalla violazione posta in essere, né che essa abbia causato danni alla clientela; il sig. Anselmi non è recidivo) l’ha costretto “ai box” per un mese, nella speranza che il sig. Anselmi possa in futuro viaggiare in piena autonomia.

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