Passera, nuove regole per la finanza

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di Matteo Chiamenti 24 Maggio 2010 | 15:45
Sulle pagine del quotidiano Financial Times, Corrado Passera indica le problematiche maggiormente pressanti sul mondo bancario. Tra queste spicca la questione liquidità..

Il sistema bancario internazionale ha bisogno di “poche regole chiare”, tra cui limiti sui prestiti totali e standard di liquidità più stringenti, per prevenire un’altra crisi finanziaria. Lo dice al Financial Times Claudio Passera, Ceo di Intesa Sanpaolo, ripreso dal sito de Il Sole 24 Ore. In un’intervista al quotidiano britannico, il numero uno della banca spinge perché si vari al più presto una regolamentazione globale. “Dopo due anni non abbiamo ancora dato al mercato una certezza regolamentare. Ne abbiamo urgentemente ed estremamente bisogno”.

“Oggi il rischio è quello di intasare il settore con valanghe di nuove regole che potrebbero paralizzare l’economia. In realtà, abbiamo bisogno di poche e semplici regole per ridurre l’attuale incertezza regolamentare”. A differenza di molti colleghi – si legge sul Ft – Passera sostiene le proposte del comitato di Basilea, che intende imporre limiti universali sul “leverage”, il rapporto tra asset tangibili e asset totali della banca, e nuovi requisiti di liquidità. “Mi aspetto regole sulla liquidità più stringenti”, afferma Passera, sottolineando come si tratti di un settore in cui le banche “vivono o muoiono”.

Gli analisti, secondo il Ft, dicono che al sistema bancario mancano “miliardi di euro” per conformarsi con le proposte di Basilea sulla liquidità. Ma Intesa Sanpaolo ha costruito il proprio capitale con attività facilmente vendibili, come bond governativi e fondi di medio termine “e potrebbe conformarsi con le regole oggi”. “Credo sia un vantaggio”, sottolinea il consigliere delegato di Intesa Sanpaolo, “Abbiamo deciso di investire in liquidità e in fondi di medio termine per essere certi di poter affrontare la crisi con mezzi propri”.

Tra le proposte di Passera – continua il Ft – ci sono anche il divieto di detenere attività fuori bilancio e regole che obblighino a trattare i derivati non quotati in mercati regolamentati. Il quotidiano osserva che le opinioni di Passera, capo di un grande banca commerciale, sono in contrasto con quelle di molti banchieri le cui istituzioni hanno sostanziali attività di trading e quelle espresse dall’Institute of International Finance, la lobby bancaria globale.

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