Promotori – Bacchettata da Mediolanum e da Consob

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Matteo Chiamenti di Matteo Chiamenti 26 Maggio 2010 | 14:15
Sospensione sanzionatoria, per un periodo di un mese, della sig.ra Giovanna Marcolin dall’albo unico dei promotori finanziari.

Non sempre la verità corrisponde a quel che sembra, ne è esempio il caso di oggi. Banca Mediolanum S.p.A. ha comunicato di aver adottato, in data 16 settembre 2008, nei confronti della sig.ra Giovanna Marcolin, provvedimento di sospensione sanzionatoria per il periodo di tre mesi, a seguito di irregolarità poste in essere da detto promotore nei confronti di un clienti. In particolare, tali irregolarità sarebbero emerse in occasione dell’incontro tenutosi, su istanza della stessa sig.ra Marcolin, presso l’Ufficio Ispettorato di Banca Mediolanum nella medesima giornata del 16 settembre 2008.

L’accusa era chiara: la promotrice avrebbe disposto in data 14 settembre 2004, nei confronti del cliente, all’insaputa dello stesso e falsificandone la firma sulla relativa modulistica contrattuale, l’operazione di disinvestimento totale in un fondo. Al riguardo, la sig.ra Marcolin avrebbe fornito false informazioni al cliente in merito alla provenienza delle somme derivanti dalla predetta operazione di disinvestimento, giustificando la corresponsione delle stesse a titolo di interesse sugli investimenti in essere.

Fatto sta, però, che realtà vuole che non vi fosse alcuna firma falsa. La Marcolin in sede difensiva ha sostenuto che il cliente aveva consapevolmente espresso la volontà di disinvestire tutte le quote del fondo, avendo egli stesso sottoscritto il relativo modulo d’ordine; la dicitura “firma non trovata”, apposta in corrispondenza della sottoscrizione del cliente sulla copia del suddetto modulo di disinvestimento, non sarebbe indice di firma apocrifa, ma indicherebbe, secondo la prassi di Banca Mediolanum S.p.A., l’assenza dello specimen di firma depositato in quanto il sottoscrittore dell’ordine in questione non risultava correntista. D’altra parte ha altresì ammesso di aver, invece, effettivamente taciuto al cliente che alcuni investimenti avevano registrato risultati negativi, a tal fine producendo al cliente false rendicontazioni, ma di non aver fornito al cliente false informazioni in merito alla provenienza delle somme derivanti dalla predetta operazione di disinvestimento.

La vicenda oggetto di contestazione, oltre a rappresentare un episodio isolato nell’ambito della propria attività di promotore finanziario, ha costituito ha una parte marginale del patrimonio dalla stessa “amministrato” pari ad oltre 5 milioni di euro, in ordine al quale «le verifiche disposte dalla Banca dopo l’accaduto hanno confermato la generale correttezza e trasparenza nello svolgimento dell’attività professionale [da parte della medesima] sig.ra Marcolin. E così il tutto si è risolto, da parte di Consob, con uno stop sanzionatorio di un mese.

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