Record di sofferenze per le banche nel 2010

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di Redazione 27 Maggio 2010 | 11:30
Secondo uno studio di Prometeia, il persistere di bassi tassi di interesse potrebbe portare a rettifiche di crediti per 55 milioni nei prossimi tre anni. Con Basilea III, gli istituti italiani potrebbero aver bisogno fino a 23 miliardi di euro di nuovo capitale.

Tassi bassi e Basilea III rischiano di comprimere gli utili delle banche italiane nei prossimi tre anni. A lanciare l’allarme sono due report di Prometeia, presentati nell’ambito del Banking Day 2010. Il futuro per gli istituti per il triennio 2010-2012, sottolinea la società, dipenderà dalla evoluzione di queste due variabili.

Nell’interpretazione peggiore, le nuove norme sui requisiti patrimoniali potrebbero richiedere 23 miliardi di nuovo capitale per le banche italiane. Livello che scenderebbe a 6 miliardi se invece la normativa fosse meno penalizzante. Ai rischi derivanti da Basilea 3 si aggiungono le incertezze derivanti dal quadro economico: nella peggiore delle ipotesi, se nei prossimi due anni i tassi dovessero restare sotto l’1% e il Pil crescere solo dello 0,5-0,8%, le rettifiche su crediti salirebbero a 55 miliardi, comprimendo l’utile netto aggregato da 34 a 23,4 miliardi.

Quanto alla redditività, “la prosecuzione delle tendenze del secondo semestre del 2009, se proiettata per l’intero anno in corso, mostra un peggioramento del Roe, che potrebbe cedere fino al 2,6&. La ripresa degli impieghi bancari sarà contenuta, pari al 5% annuo, mentre il picco di sofferenza per la qualità del credito avverrà nel 2010. Lo scenario “post-crisi”, in assenza di cadute, vedrebbe un risultato di gestione che potrebbe tornare nell’arco di tre anni ai livelli del 2007.

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