Norma salva-banche nella manovra da 24 miliardi

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di Redazione 28 Maggio 2010 | 09:00
La manovra modifica la legge fallimentare introducendo maggiori garanzie per le banche che concedono prestiti alle aziende in difficoltà. Esclusa la bancarotta nelle ristrutturaizoni.

Spunta una doppia norma salva-banche tra i punti della manovra da 24 miliardi varata mercoledì dal governo. Se entrerà in vigore, tutelerà gli istituti bancari dai crack societari nell’ambito dei piani di ristrutturazione. Quella introdotta dal decreto legge è, in pratica, una garanzia legale per i finanziamenti concessi con i piani di salvataggio.

Con le correzioni alla legge fallimentare inserite nel dl viene infatti introdotto il principio di “prededuzione” sui nuovi finanziamenti concessi alla società in crisi entrata in concordato preventivo o in un accordo di ristrutturazione dei debiti omologato dal tribunale. La prededuzione viene accordata anche al finanziamento concesso dal socio fino all’80% dell’ammontare, fino ad oggi considerato postergato (da pagare cioè per ultimo).

Un’altra novità è la possibilità di ottenere dal tribunale, per due mesi, una protezione contro misure esecutive o cautelari nella fase delle trattative con i creditori, in presenza di una bozza di accordo che può ottenere il sì di almeno il 60% dei crediti, dando così la possibilità all’imprenditore di bloccare istanze di fallimento per poter chiudere i negoziati con le banche.

Il decreto esclude inoltre i reati di bancarotta fraudolenta preferenziale e di bancarotta semplice, che non si applicano ai pagamenti compiuti in esecuzione di un concordato preventivo o di un accordo di ristrutturazione. Un’ulteriore garanzia per le banche, che potranno concedere i prestiti con più tranquillità. 

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