Promotori – Ex Mediolanum, tris da radiazione

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di Matteo Chiamenti 31 Maggio 2010 | 10:15
Radiazione del sig. Leonardo Baglioni dall’albo unico dei promotori finanziari.

Il tris, per lo meno a poker, è già un primo passo verso una mano vincente. Peccato che la Consob  non sia pratica di Texas hold’em e che il tris di “irregolarità” poste in essere dal signor Leonardo Baglioni sia stato considerato valido esclusivamente per fini sanzionatori.

Banca Mediolanum ha infatti comunicato di aver revocato, in data 23/12/2008, il mandato conferito al sig. Baglioni in considerazione di alcune gravi irregolarità commesse dal medesimo nello svolgimento dell’attività di promotore finanziario.

Per prima cosa, una cliente ha dichiarato di aver consegnato al sig. Leonardo Baglioni la somma di circa euro 50.000,00 nel periodo 1997-2001. La sig.ra ha inoltre dichiarato che, in seguito all’invio della lettera di reclamo a Banca Mediolanum, il sig. Leonardo Baglioni le ha consegnato a titolo risarcitorio quattro assegni bancari ciascuno dell’importo di euro 10.000,00, tratti sulla filiale di Ferrara della Banca Monte Paschi di Siena S.p.A.. La Banca Monte Paschi di Siena S.p.A. ha confermato che il conto di addebito dei suddetti assegni è intestato al sig. Leonardo Baglioni, ed è emerso, conseguentemente, che la rendicontazione consegnata alla sig.ra, dal sig. Leonardo Baglioni rappresentava falsamente l’esistenza di rapporti della cliente con Banca Mediolanum S.p.A.

In seconda analisi due clienti, in seguito ad un incontro con gli incaricati dell’Ufficio Ispettorato Rete di Banca Mediolanum in data 11.12.2008, hanno dichiarato che l’assegno in data 31.01.2008, dell’importo di euro 11.430,00, tratto sul loro conto corrente , a favore di un altro signore da loro no nconosciuto, sarebbe stato compilato dal sig. Leonardo Baglioni senza la loro autorizzazione.

Per finire in data 18.12.2008, nel corso di un incontro con gli incaricati dell’Ufficio Ispettorato Rete di Banca Mediolanum S.p.A. il sig. Leonardo Baglioni avrebbe dichiarato di aver distratto somme di danaro riconducibili a undici clienti per un ammontare complessivo di circa euro 230.000,00 e di essersi appropriato del suddetto importo per rimborsare i clienti titolari di investimenti in perdita.

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