Abi, non penalizziamo i bond ibridi

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di Redazione 7 Giugno 2010 | 13:00
La vera sfida è un corretto bilanciamento tra esigenze di collocamento degli strumenti finanziari ed esigenze di rafforzamento del capitale. E’ questa per ABI…

È necessario che le proposte del Comitato di Basilea e della Commissione UE in tema di qualità del capitale portino ad un rafforzamento patrimoniale delle banche senza imporre penalizzazioni alle emissioni di strumenti di capitalizzazione e alla concorrenza tra gli intermediari. È questa la principale indicazione emersa in apertura della Markets & Investment Banking Conference – MIB Conference 2010 su “Le Banche e le operazioni di ottimizzazione del capitale e del debito cartolare: esigenze del mercato ed indicazioni delle Autorità”. Alla sua prima edizione, la MIB Conference è l’evento dell’ABI dedicato ai temi della finanza ‘wholesale’. 

 

“La crisi finanziaria ha evidenziato l’utilità di una revisione delle regole sui requisiti di capitale delle banche – ha commentato il direttore generale dell’Abi Giovanni Sabatini in apertura del convegno – L’esigenza di un ulteriore rafforzamento patrimoniale ma anche organizzativo per contenere i rischi è corretta, ma è necessario che le nuove proposte non penalizzino le emissioni di strumenti di capitalizzazione. L’importante è che il ‘contenuto equity’ di tali strumenti consenta alle banche di avere un patrimonio sufficiente per poter affrontare le sfide del futuro e che, allo stesso tempo, renda appetibili tali strumenti per gli investitori istituzionali che li acquistano”.

 

È necessario evitare che regole eccessivamente restrittive possano, tra l’altro, avere effetti sulla raccolta, penalizzando così la ripresa economica. La vera sfida è un corretto bilanciamento tra esigenze di collocamento degli strumenti finanziari ed esigenze di rafforzamento del capitale, introducendo elementi di innovazione finanziaria negli strumenti calcolabili ai fini dei requisiti di capitale. 

 

Tra le esigenze, emerge quella di considerare le specificità nazionali e le diverse categorie degli intermediari. Le banche italiane, anche in considerazione di una normativa di vigilanza che tuttora è più restrittiva rispetto a quella di altri paesi e dell’atteggiamento prudente dell’Autorità di controllo che ha da sempre privilegiato un’elevata qualità del capitale, hanno fatto ricorso in maniera moderata agli strumenti ibridi di capitale, che tuttavia possono essere in alcuni casi una opzione utile per la patrimonializzazione delle banche stesse.

 

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