Una laurea per dare ai PF maggiore appeal?

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di Redazione 11 Giugno 2010 | 15:30
Colpo di scena: secondo i dati dell’osservatorio Anasf per la maggioranza dei PF (il 36% degli intervistati) per far crescere l’appeal della professione occorrerebbe introdurre nelle università italiane un percorso ad hoc.

Cosa possa capitare a quel punto se nel frattempo non si saranno risolti a monte gli altri problemi che affliggono non solo la professione di promotore (modelli organizzativi e retributivi da rivedere, consulenza da promuovere concretamente e non solo a livello di proclami) ma l’intero settore del risparmio gestito (performance troppo spesso poco coerenti coi livelli commissionali, conflitti d’interesse, scarsa cultura cultura degli investitori italiani), non è dato saperlo ma sarebbe interessante conoscere le vostre opinioni.

Certo da quanto ci avete segnalato finora il coacervo di problemi è alquanto ricco e spesso legato a problemi più “materiali”. Un nostro lettore ci scrive ad esempio: “Molti PF vogliono aiutare i clienti, ma con meno di 500 euro mensili netti devono fare 2 lavori per andare avanti. Dispiace buttare anni di lavoro. Sono il 20%/30% delle reti”. Quanto all’educazione finanziaria di cui questo paese ha urgente bisogno, o non si spiegherebbero certi titoli suoi giornali ogni volta che viene pubblicato un dato macroeconomico (di sua natura “oggettivo” eppure puntualmente interpretato “soggettivamente” in chiave positiva o negativa a seconda del commentatore), molti lettori di Bluerating si chiedono “chi gliela erogherà” questa educazione ai risparmiatori?

E qualcuno maliziosamente commenta: “Gli erogatori saranno quegli stessi soggetti che i consumatori li hanno già più volte gabbati? O qualcuno che con gli intermediari fa spesso affari?”. Vi è insomma un problema di trasparenza e di controllo che le regole del gioco vengano applicate in modo uniforme per tutti a tutela dei risparmiatori prima che degli interessi, più o meno legittimi, di questo o quel soggetto. Un appunto condivisibile, ma che lascia ancora una volta una domanda aperta a cui finora nessuno sembra volere o poter dare risposta. E voi che ne pensate? Indirizzate come sempre i vostri commenti qui.

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