Il risiko bancario riparte dalle Popolari

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di Camilla Gaiaschi 14 Giugno 2010 | 09:30
Dopo anni di calma piatta, emergono i primi segnali di una versione di tendenza. Entro fine anno Carige e Crt daranno vita a Carito. L’istituto ligure, assieme a Bpm e Pop Vicenza, punta a Monte di Parma. Mentre l’obiettivo di Zonin è arrivare a 1000 sportelli in tre anni.

Parlare di un ritorno delle attività di M&A nel settore bancario è forse ancora presto. Di sicuro però qualcosa si sta muovendo, e dopo tre anni di calma piatta a causa della crisi emergono i primi segnali di un’inversione di tendenza. Segno di una riconquistata solidità patrimoniale e di un ritorno a flussi di cassa da parte degli istituti, che possono ora pensare con più serenità alla crescita, sia per via interna che per via esterna.

E a trainare la ripresa sono le popolari, le meno colpite dalla tempesta finanziaria e le meglio patrimonializzate. Così, Carige e Fondazione Crt proseguono i negoziati in vista della nascita (prevista per fine anno) di Carito, il nuovo istituto finanziario piemontese che vuole essere l’erede della vecchia Cassa di risparmio di Torino. Nel mirino dell’istituto genovese, però, ci sarebbe anche Banca del Monte di Parma, che per Bankitalia deve essere ricapitalizzata con l’entrata di un nuovo socio. L’istituto emiliano è però conteso anche da Bpm e dalla Popolare di Vicenza. Nonostante l’istituto presieduto da Massimo Ponzellini sia deciso a bruciare gli altri pretendenti sul tempo, presentando a breve un’offerta sul 10% del capitale, è ancora presto per capire chi l’avrà vinta alla fine.

Secondo quanto riportato quest’oggi da Il Corriere della Sera, con il prossimo piano industriale (in programma ad ottobre), la popolare di Vicenza punta ad aumentare gli sportelli fino a 800-850 in un primo momento per poi salire a 1000. Le zone di interesse sono l’Emilia-Romagna (e questo rafforza l’interesse per Banca di Parma), ma anche la Toscana, la Campania e la Puglia. La banca presieduta da Gianni Zonin punta inoltre a acquistare un ulteriore 4% di Cattolica assicurazioni, la cooperativa veronese di cui Vicenza è prima socia con il 12,38% del capitale.

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