Ue, Barroso promuove la proposta italiana

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di Redazione 18 Giugno 2010 | 12:00
Per il presidente della Commissione Europea Jose Manuel Barroso è giusto che che nel calcolo del debito per la stabilità si tenga conto non solo del debito pubblico ma anche di quello privato come…

 Barroso si trova d’accordo con Silvio Berlusconi. Il presidente della Commissione Europea durante il suo intervento all’Istituto universitario europeo di Fiesole (Fi) ha dichiarato che l’accordo trovato ieri sul calcolo del debito per la definizione della stabilità di un Paese, caldeggiato dal premier italiano Silvio Berlusconi, ”tiene conto degli interessi dell’Italia ma è in linea con il principio del rafforzamento della stabilita”’. 

 

”Il Presidente del Consiglio italiano ha detto, e credo che sia giusto – ha sottolineato Barroso – che dovremmo considerare l’evoluzione del livello di crescita del debito pubblico, ma anche le questioni della sua sostenibilità, come il debito privato. Il debito pubblico è un fattore determinante, ma ci siamo trovati d’accordo sul fatto che non bisogna guardare solo al debito pubblico, ma anche al debito privato”.

 

Secondo il presidente della Commissione, ”la conclusione trovata è stata positiva, tiene conto degli interessi dell’Italia ma è in linea con il principio del rafforzamento della stabilita”’.

 

Ma non è stata l’unico argomento affrontato da Barroso. Il presidente della Commissione Europea ha precisato che in merito alla tassazione delle banche c’è una ”forte opposizione” da parte di alcuni Stati membri ma è la strada giusta da seguire. 

 

Per la Commissione, però, quella proposta è ”dà sicurezza su eventuali rischi futuri” perché ”in caso in cui ci siano nuove crisi” non saranno i Paesi ”a dover pagare, ma saranno le banche stesse a creare una specie di fondo”. Dunque, secondo Barroso, ”ha senso da un punto di vista etico” ed è ”un modo per chiedere al sistema finanziario di dare un contributo. Stiamo uscendo da una grave crisi e ognuno deve dare il proprio contributo”.

 

Barroso ha spiegato che alcuni Stati membri sostengono di non ”dover mettere” la tassazione sulle banche ”perché nei loro Paesi non hanno avuto questi problemi, ma non è un buon argomento perché non è escluso che non abbiano problemi in futuro e in secondo luogo perché sono necessarie regole comuni per prevenire i rischi”.

 

 

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