Caramaschi (Deutsche Bank): è finita l’era del fai da te

Inizia sotto un buon auspicio il 2010 per Deutsche Bank. In particolare per la divisione wealth management.  “Il 2010 sta andando bene per il wealth management, sara’ molto positivo. Da tre anni portiamo avanti politiche di contenimento dei costi notevoli, adesso c’e’ anche una ripresa dei ricavi”. E’ soddisfatto Luca Caramaschi, responsabile del Private Wealth Management di Deutsche Bank Italia.

“La nostra raccolta netta nei primi 5 mesi dell’anno è stata di 154 milioni di euro. Nel 2009 abbiamo fatto 699 milioni, ma 450 sono arrivati a fine anno dallo scudo fiscale”, ha spiegato il manager, che sottolinea come nel corso del 2009 la clientela affluent sia stata tartassata. “La categoria della clientela piu’ abbiente e’ stata “stangata” dalla crisi piu’ della fascia media proprio per la tipologia di investimenti spesso prescelta, ovvero hedge fund e private equity, oltre alle azioni. Sono stati d’altro canto i primi ad approfittare della ripresa, anche perche’ “sono rimasti investiti”, mentre i piccoli risparmiatori hanno magari mollato la presa. Il fenomeno sta continuando nel 2010, anche se la creazione di ricchezza e’ piu’ contenuta per effetto dell’ultimo pezzo di crisi che vede i rendimenti delle attivita’ mobiliari abbastanza stabili. La crisi ha nel contempo cambiato l’atteggiamento dell’investitore, anche se

milionario.

E il manager spiega a Radiocor come anche l’atteggiamento dell’investitore sia cambiato. “Non si puo’ vendere nulla a scatola chiusa. Ogni prodotto va ‘aperto’ e ben spiegato, mentre prima bastava segnalare un certo fondo, aggiungere che ritenevamo fosse buono e il cliente chiedeva di firmare. Ora vuole sapere quanta tripla ‘A’ c’e’, quanti Paesi, quanti titoli di Stato. Prima le domande erano un paio, adesso sono moltissime”, osserva Caramaschi.

Con la crisi è anche finito il ‘fai da te’: gli investitori si sono resi conto che “e” rischioso”, visto che titoli considerati ultra-tranquilli hanno perso il 60% e il timing di uscita o rientro dal mercato si e’ rivelato svantaggioso. Adesso “il cliente preferisce il fondo, perche’ ha capito che scende meno quando

i mercati calano e recupera prima. Preferisce non essere bloccato sul singolo titolo, ma avere un portafoglio diversificato, anche per Paese e si affida al fondo perche’ e’ difficile orientarsi tra mercati emergenti, al momento tra i piu’ performanti e titoli sconosciuti. Forse si guadagna un po’ meno, ma il valore della diversificazione paga”. Questo ha fatto si’ che sia il mondo sia dei fondi comuni sia delle gestioni patrimoniali sia ritornato prepotentemente” conclude Caramaschi. 

 

 

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