Il momento di strategie comuni

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Avatar di Redazione 1 Luglio 2010 | 10:30
Visco (Banca d’Italia): “Dobbiamo prima individuare quali sono le necessità della popolazione”

di NIcola Brillo

La crisi attuale ha molte cause: asimmetrie informative, problemi di regolamentazione, vigilanza lassista, disallineamenti asset-prezzo e grandi squilibri di risparmio-investimento. A questo si aggiunge il fatto che il sistema finanziario si è assunto grossi rischi con finanziamenti a leva e a breve termine, che hanno creato squilibri a tutto il sistema. Il contagio ha poi fatto il resto, propagando in breve tempo e in tutto il mondo la sua forza distruttiva.
Ignazio Visco, vice direttore generale e membro del direttorio di Banca d’Italia, durante il suo intervento all’incontro del 9 giugno, ha individuato le cause che hanno portato all’attuale crisi finanziaria. In particolare il boom del credito, che ha preceduto la crisi, ha indotto un’eccessiva sicurezza tra gli investitori e le famiglie. E questo non ha fatto altro che ripercuotersi poi in maniera eccezionale sul sistema finanziario. “Questo perché nelle nostre economie il sistema finanziario è divenuto molto più grande rispetto al passato – spiega Visco – Come conseguenza della crisi, la capacità del sistema finanziario di canalizzare il risparmio verso investimenti più produttivi, è stato notevolmente danneggiato”.
Per far fronte al meglio a questo tipo di situazioni un più alto grado di alfabetizzazione finanziaria in tutto il mondo, non avrebbe certamente fermato la crisi, “ma avrebbe sensibilmente contribuito a contenerla”, spiega Visco.
Di pari passo non deve mancare però la regolamentazione e la vigilanza più serrata, per rendere il sistema finanziario più resistente agli shock e per migliorare l’efficienza del sistema in modo più competitivo e più stabile. Modifiche sostanziali sono necessarie e devono essere introdotte attraverso un processo di cooperazione e coordinamento internazionale. Questo porterà quasi certamente a rendimenti più bassi per l’industria finanziaria e anche per i suoi clienti. Ma è quanto mai necessario.
“Questo è solo uno dei motivi perché investire in educazione finanziaria è importante – prosegue il membro del direttore di Banca d’Italia – Alcuni degli effetti non trascurabili della crisi potrebbe essere rilevanti. Tra gli effetti della crisi ci sarà anche una perdita di fiducia nel settore finanziario, che causerà riluttanza a prendere decisioni fondamentali per la pensione o uno scoraggiamento ad investire, anche in mezzi più sicuri”.
L’articolo completo lo puoi trovare su Soldi,
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