Ernst & Young, gli investitori abbandonano Spagna e Irlanda

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di Redazione 1 Luglio 2010 | 10:00
Secondo uno studio Ernst & Young, i progetti legati a investimenti esteri in Europa nel 2009 sono calati dell’11% mentre in Italia la situazione è in leggera controtendenza con un +4%.

Stando a quanto si legge nello “European Attractiveness Survey”, nonostante la pesante recessione, l’Europa si è assicurata 3.303 progetti con un “modesto calo dell’11% sull’anno precedente”.

Spiega Marc Lhermitte, Partner Ernst & Young Advisory: “Gli investitori, sia “interni”, quindi europei, che “esterni”, quindi americani e asiatici, hanno scelto i mercati consolidati. L’Europa Centrale e Orientale in genere, così come molti dei paesi più piccoli in Europa Occidentale hanno assistito a cali notevoli nel numero dei progetti, proprio perché gli investitori hanno preferito la sicurezza data da mercati più grandi e sicuri come il Regno Unito, la Francia e la Germania”.

Tra i mercati che hanno risentito meno della crisi c’è sicuramente il Regno Unito che ha perso solo l’1% degli investimenti. Paesi come l’Italia, la Francia e la Germania sono cresciuti rispettivamente del 4%, del’1% e del 7%, ma i vincitori assoluti tra i mercati dove si è investito di più sono sicuramente la Russia, l’Ucraina e la Turchia, nettamente in controtendenza rispetto ai paesi dell’est europeo, cresciuti rispettivamente del 19%, del 48% e del 41%.

Nella “classifica” stilata da Ernst & Young, complice anche il PIL europeo in calo del 4%, ci sono anche degli “sconfitti”. La Spagna e l’Irlanda, storicamente piuttosto attrattive per gli investitori extra Europei, sono state particolarmente colpite nel 2009 e non sorprende che il loro numero di progetti sia diminuito.

Paesi come la Polonia, l’Ungheria, la Romania e la Repubblica Ceca, dove i progetti sono scesi complessivamente del 40%, hanno tutti risentito degli effetti della recessione
 
Il numero di progetti relativi al mondo delle quattro ruote, all’attività estrattiva e ai Trasporti è calato significativamente, e risultano colpiti anche gli investimenti per i servizi alle imprese e software. Bene, invece, l’andamento di settori alimentare, farmaceutico e quello degli elettrodomestici.

Secondo Ernst & Young, un’elevata percentuale di investitori intervistati dichiara di di preferire attendere prima di impegnarsi in ulteriori investimenti in Europa.

Come spiega Donato Iacovone, Mediterranean Sub-Area Managing Partner di Ernst & Young, “il contesto degli investimenti sta mostrando segni di miglioramento rispetto a 12 mesi fa. Abbiamo assistito a un’accelerazione nell’ultimo trimestre del 2009 per quanto riguarda gli annunci di nuovi progetti segno di una maggiore fiducia degli investitori. Malgrado gli attuali problemi dell’euro, ci aspettiamo che il 2010 nel complesso mostri una piccola crescita nel numero di progetti, e resti almeno costante nei dati sulla creazione di occupazione. In questo l’Italia mostra segnali positivi, con una crescita dell’80% nella creazione di posti di lavoro, rispetto agli altri paesi dell’Europa Occidentale che mostrano invece una crescita più debole (Francia, +2% e Spagna, +3%) o addirittura un calo (UK, -1% e Germania, -57%)”.

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