Stress test, sotto accusa sei banche tedesche

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di Redazione 26 Luglio 2010 | 11:30
Dichiarazioni al vetriolo del segretario generale del Cebs, Arnoud Vossen, al Financial Times: sei banche su 14 non hanno indicato la loro esposizione nei confronti dei debiti sovrani.

Non si placa la polemica sull’efficacia degli stress test europei. Le critiche lanciate da Oltreoceano, secondo cui quelli condotti nel Vecchio Continente sarebbero stati dei test più “leggeri” rispetto a quelli americani, trovano sponda nelle dichiarazioni al vetriolo di Arnoud Vossen, segretario generale del Cebs, il Comitato europeo di supervisione sulle banche.

Intervistato dal Financial Times, Vossen ha affermato che sei istituti bancari tedeschi su quattordici non hanno indicato la loro esposizione nei confronti dei debiti sovrani.  «Eravamo d’accordo con tutte le autorità di supervisione – ha precisato Vossen – e con le banche coinvolte negli stress test che ogni istituto avrebbe dovuto rivelare i dati sull’esposizione in debiti sovrani» e alcune anche tedesche hanno preferito tacere questa informazione.

Secondo quanto riporta il quotidiano finanziario britannico a margine dell’intervista, le banche inadempienti risultano essere Deutsche Bank, Deutsche Postbank – che però, viene sottolineato, avrebbe rilevato ieri alcune informazioni in proposito – Hypo Real Estate, gli istituti specializzati nel mutuo Dz e Wgz e Landesbank Berlin. Il segretario del Cebs rivendica comunque l’efficacia dell’operazione, dicendosi sicuro che le verifiche, «una volta considerati tutti i numeri che abbiamo fornito, serviranno a dare fiducia ai mercati». Anche se, ha ammesso, alcune fasi del coordinamento non sono andate per il meglio, così come il volume di comunicazioni rese dai regolatori nazionali e dai singoli istituti a venerdì scorso «non era ideale»

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