Basilea 3, la Germania non ci sta

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di Redazione 27 Luglio 2010 | 09:30
I regolatori accolgono le richieste delle banche su leva e liquidità. Ci sarà più tempo per adeguarsi alle nuove regole. Via libera alle modifiche su minoranze e crediti di imposta, come richiesto dalle italiane.

Banche-regolatori 1-0. I banchieri centrali hanno accolto le richieste degli istituti di ammorbidire le norme di Basilea 3, allentando i requisiti di liquidità e allungando i tempi per la loro applicazione.

La decisione è arrivata ieri in occasione della riunione dei governatori e dei capi della supervisione del settore bancario, capitanati dal presidente della Bce Jean-Claude Trichet. “L’accordo è una pietra miliare per rafforzare la solidità del settore bancario – ha commentato Trichet – le correzioni che saranno apportate garantiranno che il settore bancario sia in grado di supportare la ripresa economica”.

Le modifiche apportate sono il frutto di una consultazione durata mesi sulla prima bozza della normativa e verranno probabilmente approvate a ridosso del G20 di novembre. Le novità riguardano la stretta sul capitale, per la quale i regolatori hanno riconosciuto che “certe deduzioni al patrimonio potrebbero avere effetti negativi per certi modelli di business”. Per quanto riguarda la leva finanziaria, il leverage ratio del 3% verrà introdotto solo a partire dal 2018. Più tempo anche per i nuovi requisiti minimi di liquidità, che saranno meno severi del previsto. Accolte due richieste avanzate dalle banche italiane: saranno riconosciuti gli interessi di minoranza nel calcolo delle componenti patrimoniali più liquide. Per crediti d’imposta e partecipazioni finanziarie, invece, la deduzione del capitale verrà effettuata solo dopo il 10% del capitale.

Intanto come riporta Radiocor Berlino è sotto pressione a causa dei problemi delle banche cooperative e non intende prendere posizione sull’accordo di compromesso sottoscritto ieri sera a Basilea fino a che non sarà definita la regola più importante, quella su quanto capitale effettivamente le banche devono avere per affrontare senza troppi problemi una crisi finanziaria futura, la cosiddetta ‘calibration’, cosi’ da poter approvare “un pacchetto completo” in settembre quando sara’ tutto deciso, compresi i tempi definitivi per l’introduzione delle nuove regole. 

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