Generali scommette sulla Cina

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di Redazione 25 Agosto 2010 | 08:00
Dopo le dichiarazioni di Giovanni Perissinotto su di un possibile rafforzamento del Leone in Brasile, l’ad Sergio Balbinot, in un’intervista a Le Tribune, spiega le strategie del gruppo in Asia. Obiettivo: il Dragone.

Dopo il Brasile, la Cina. A una settimana dalle dichiarazioni dell’ad di Assicurazioni Generali Giovanni Perissinotto, che da Cortina aveva annunciato l’intenzione di rafforzare la presenza delle Assicurazioni Generali in Brasile, oggi è la volta del suo collega Sergio Balbinot, che in un’intervista al quotidiano francese La Tribune ha spiegato la sua strategie per crescere in Asia. Dove, peraltro, il gruppo è già presente in paesi quali la Cina, India, Tailandia, Filippine, Indonesia, Giappone.

“Là dove siamo presenti – ha dichiarato Balbinot – restiamo attenti alle opportunità. Siamo permanentemente di vedetta sul mercato asiatico, ma siamo selettivi e non vogliamo disperderci su tutti i Paesi asiatici”. In Cina, dove per legge Generali non può realizzare acquisizioni, il Leone triestino considera la difficoltà maggiore il «fare fronte ad alcune grandi compagnie di assicurazione cinesi, gestite in modo molto professionale e in grado di realizzare economie di scala grazie alle loro grandi dimensioni. Le compagnie estere, che non possono prendere il controllo di compagnie cinesi, partono da zero.». Un’altra difficoltà, secondo Balbinot è anche “reperire personale competente. Inoltre le reti degli agenti assicurativi hanno una produttività debole e i premi medi sono ancora abbastanza bassi. Bisogna vendere in proporzione molte piccole polizze, il che significa costi amministrativi elevati e margini ridotti”.

Per crescere in Cina, ha aggiunto Balbinot, il successo di Generali si basa «sugli eccellenti rapporti» con il partner locale Cnpc (China National Petroleum Corporation), il principale gruppo petrolifero cinese con cui la compagnia triestina ha fondato nel 2002 la jv Generali China Life. “Con una rete di quasi 6mila agenti completata da accordi di bancassurance con parecchie banche cinesi e il telemarketing siamo attualmente presenti in 9 province, là dove vi è una importante classe media”. L’anno scorso Generali ha inoltre rilevato il 30% di Guotai, il più antico gestore di asset in Cina. Per ora, inoltre, gli assicuratori esteri non possono vendere polizze di assicurazione auto in Cina. Balbinot, pur riconoscendo l’importanza di questo settore, rileva che Generali “punta molto sul forte potenziale dell’assicurazione vita” e sottolinea infine che in Cina, un Paese con 1,3 miliardi di persone, un Pil cresciuto del 10% nel primo semestre e una classe media in forte ascesa, l’assicurazione vita e danni rappresenta appena il 3,4% del Pil, il che lo rende uno dei grandi mercati dell’assicurazione del futuro.

Pochi giorni fa, Giovanni Perissinotto, in occasione della manifestazione “Cortina in con tra”, aveva lasciato trapelare il suo interesse per il Sud America: «Siamo presenti da molti anni in Sud America – aveva detto – con un forte radicamento in Messico e Argentina e ci piacerebbe essere presenti in Brasile con dimensioni più robuste”. Un rafforzamento, aveva aggiunto, sarebbe auspicale “viste le prospettive del Paese”.

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