Art Advisory – Uno sguardo oltre la crisi

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Biagio Campo di Biagio Campo 13 Settembre 2010 | 09:15
Negli ultimi due anni il livello di invenduto ha raggiunto il 50% e le quotazioni si sono ridotte. Il mercato fatica a introdurre nuovi artisti, privilegiando quelli consolidati o non appartenenti al circuito tradizionale.

Questi ultimi due anni sono stati difficili anche per il mercato dell’arte, “ed in questo periodo molte cose sono state dette e molte altre taciute dagli addetti del settore, ma oggi possiamo fare alcune considerazioni che aiutano a fare chiarezza su quanto avvenuto e sugli scenari che si vanno delineando”, come spiega Pietro Elia, Art Advisor.

“C’è stata una repentina contrazione dei volumi degli scambi a tutti i livelli di prezzo, sia per l’arte contemporanea che per l’arte moderna, ed alcune tornate d’asta hanno segnato in questi anni livelli di invenduto superiori al 50%”, contestualmente, per la legge della domanda e dell’offerta, “le quotazioni sono state riviste al ribasso”.
Con riferimento all struttura del settore, i più piccoli operatori hanno subito una progressiva marginalizzazione, come conseguenza di una selezione molto vigorosa.

Tornando alle valutazioni, in linea generale sono scomparsi i risultati sensazionali. “Il mercato ha provato a inserire nuovi artisti, che però fanno fatica a guadagnarsi uno spazio e giustificare operazioni speculative sui loro lavori, questo non solo nelle tornate d’asta, ma anche nei canali distributivi tradizionali”.
Al contrario, si osserva invece un certo interesse a immettere nel mercato “artisti che hanno saputo costruire con successo un proprio percorso fuori dal circuito tradizionale, e che presentano in questo momento di transizione una propria solidità”.

Gli investitori, comunque, “continueranno a rimanere per un periodo prolungato indirizzati su opere fortemente consolidate, sia nel moderno, con valori che raggiungono quotazioni di milioni di Euro, sia nel contemporaneo, per quella fascia di prezzo che supera i 100.000 Euro”. Le ultime aste internazionali hanno visto, infatti, ridursi i tassi di invenduto di questi segmenti rispettivamente al 20 e al 25%.

I lavori di fascia bassa, di valore di qualche migliaio di Euro, “rimarranno nei prossimi anni pressoché esclusi da un collezionismo strutturato, e destinati a subire un avvicendamento costante con altri artisti, che sempre premeranno per entrare nel circuito”.

Le forti asimmetrie informative presenti, la tendenza a lasciarsi prendere dalla passione, ma anche da una forma di speculazione non adeguatamente approfondita, consigliano un’allocazione sul settore artistico ampiamente diversificata tra i diversi periodi, autori, segmenti e quotazioni, con il supporto di professionisti qualificati, che siano immuni dai forti conflitti di interesse, ampiamente presenti nel settore dell’arte.

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