Bini Smaghi, “non è il momento di tassare le banche”

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Avatar di Redazione 15 Settembre 2010 | 15:00
Se non saranno sistemate le debolezze potremmo ritrovarci nelle difficili condizioni della scorsa primavera. Anche per questo è meglio evitare di…

Vietato tassare le banche. Non è questo il momento giusto. A sostenere questa teoria è Lorenzo Bini Smaghi, membro del Consiglio direttivo della Banca Centrale Europea, nel corso della sua audizione presso la commissione economica del Parlamento Europeo. Il membro del board, riferendosi all’ipotesi di una tassa sulle transazioni finanziarie e alla proposta di un prelievo sulle banche per creare un fondo di risoluzione delle crisi, ha affermato che “se tassiamo le banche in questo momento togliamo loro risorse che dovrebbero andare in ricapitalizzazione, e così le indeboliamo. Non è quindi il momento giusto. Questa – ha aggiunto – è una cosa che va fatta in tempi di vacche grasse, non di vacche magre. Le banche adesso devono ristrutturarsi e ricapitalizzarsi”.

In merito, invece, al sistema finanziario dell’eurozona, Bini Smaghi ha affermato che “sarebbe un errore pensare che i rischi della scorsa primavera non possano ripresentarsi”, soprattutto “se non verranno sistemate le debolezze” del sistema. Bini Smaghi ha ricordato quindi l’importanza dell’intervento dei leader europei per risollevare il sistema finanziario che “all’inizio del primo weekend di maggio stava per crollare”.

Bini Smaghi si è poi espresso in merito alla task force sulla riforma del Patto di Stabilità e di Crescita presieduta da Herman Van Rumpuy, presidente della Ue. A riguardo il membro del consiglio della Bce ritiene che la task force sostiene “proposte che non modificano la natura fondamentale dell’Eurozona: le responsabilità di bilancio restano in mano nazionale, non dobbiamo avere una politica di bilancio unica”. Naturalmente le varie politiche nazionali dovranno essere portate avanti “all’interno di una certa struttura legata a una moneta unica”.

Infine Bini Smaghi ha auspicato una “maggiore indipendenza nella verifica dei dati economici” invitando la commissione ad essere “più coraggiosa”. Dobbiamo “imparare dall’esperienza del Fondo Monetario Internazionale” come dimostra la “proposta della Bce che segue la stessa direzione” con l’obiettivo di “creare un sistema di gestione delle crisi efficace, che eviti attacchi speculativi”.

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