I mercati sfogliano la margherita

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di Redazione 15 Settembre 2010 | 16:15
Ripresa sostenibile o nuova fase recessiva per gli Usa, l’Europa e il mondo intero?

La domanda continua a rimbalzare da un capo all’altro del globo da settimane, inducendo i mercati azionari a una prolungata fase di movimento laterale, ma più passa il tempo più le voci, specie negli Stati Uniti, si vanno allineando all’ipotesi che dopo tutto una nuova recessione non dovrebbe essere lo scenario più probabile. Così la pensa Warren Buffett, forse il più famoso gestore al mondo, così fa eco l’ex numero uno della Federal Reserve, Alan Greenspan (che però mette in guardia dal rischio di nuovi cali dei prezzi degli immobili, evento che rimetterebbe tutto in discussione).

Anche Bob Dole, responsabile della strategia azionaria di BlackRock sembra ritenere le “possibilità di una nuova recessione poco fondate”, aggiungendo peraltro subito che “l’attuale situazione economica (quanto meno negli Usa, ndr) necessita della dovuta cautela”. Un altro elemento, oltre al prezzo degli immobili statunitensi, che lascia perplessi gli esperti è la perdurante fase di debolezza del mercato del lavoro: non si fa in tempo a felicitarsi per i primi segnali di recupero in America che qualche dato peggiore del previsto puntualmente esce in Europa, come stamane il numero di richieste di sussidi di disoccupazione in Gran Bretagna, tornate a sorpresa a salire in agosto quando tutti si aspettavano un ulteriore lieve calo.

Se non altro in Europa sembra che la situazione non peggiori: il numero di persone impiegate tanto in Eurolandia quanto nella Ue-27 è risultato stabile nel secondo trimestre del 2010 rispetto ai primi tre mesi dell’anno, mentre su base annua le persone impiegate sono in calo dello 0,6% a fine giugno in entrambe le aree secondo i dati di Eurostat, che ricorda come a fine marzo i dati fossero peggiori sia su base trimestrale (invariato e -0,2% rispettivamente) sia su base annua (-1,2% e -1,5%).

L’incertezza è da sempre nemica degli investitori così in questa circostanza non deve stupire troppo se l’oro strappa e continua a segnare (come del resto l’argento) nuovi record, sfruttando a parere degli uomini di Mps Capital (per i quali il rialzo può durare ancora) una serie di fattori quali: l’aumento della domanda, sia di quella finanziaria sia di quella “fisica” da parte del mercato retail cinese, eventuali costrizioni dal lato dell’offerta e lo scenario di prolungato periodo di bassi tassi di riferimento Fed e Bce. In questa condizione, voi cosa state proponendo ai vostri clienti? Ancora fondi obbligazionari, nonostante i rischi di una bolla in via di formazione sugli stessi? O puntate su prodotti legati a beni rifugio, o ancora preferite affrontare il tema del risparmio previdenziale? Attendiamo come sempre vostri spunti e riflessioni qui, sulle pagine di Bluerating.

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