Unicredit, settimana calda per Profumo

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di Redazione 20 Settembre 2010 | 06:30
Si apre una settimana difficile per Alessandro Profumo, amministratore delegato di Unicredit.

In vista del comitato strategico convocato giovedì prossimo per un primo aggiornamento da parte del presidente Dieter Rampl, sugli approfondimenti per accertare le modalità e l’impatto dell’ingresso dei soci libici nell’azionariato, l’attacco lanciato dal quotidiano tedesco Suddeutsche Zeitung ha contribuito a surriscaldare il clima al vertice dell’istituto. Le considerazioni del giornale di Monaco, che mette nel mirino l’amministratore delegato definendo «un disturbo cronico» le tensioni fra Rampl e Profumo ha fatto scalpore anche negli ambienti politici in Italia, non solo quelli della Lega che da tempo è all’attacco reclamando spazi nel mondo del credito e nella banca di Piazza Cordusio.

Il quotidiano tedesco che titolava l’articolo ‘Mister Arrogance è tornato (riferendosi e Profumo) ha, partendo dalla vicenda Libia, insistito molto sui contrasti al vertice parlando di crescente pressione sull’ad. E in giornata sono tornate a circolare le voci di un possibile passo indietro di Profumo, insieme al tam tam sui nomi dei possibili successori da Gianpiero Auletta Armenise (già alla guida di Ubi Banca) a Matteo Arpe, ex numero uno di Capitalia, ora a capo di Sator e Banca Profilo. È quanto si apprende in ambienti finanziari, che descrivono una situazione surriscaldata.

Tuttavia la tensione tra i soci e l’amministratore delegato dell’istituto non è cosa nuova e un malessere è presente ormai da tempo. A risvegliare il malumore dei grandi azionisti di Unicredit, a partire dalle fondazioni, è stato ai primi di agosto il rafforzamento del capitale nella banca della libica Lia e poi, nei giorni scorsi, l’ulteriore passo in avanti del fondo sovrano di Tripoli che ha portato la partecipazione complessiva del paese nordafricano oltre il 7,5%. Mosse di cui il presidente Rampl non era stato informato preventivamente, mentre Profumo si è difeso dicendo di non aver sollecitato la crescita dei libici. Quale sarà poi l’evoluzione delle tensioni, al momento non è facile prevedere.
Le stesse fonti ricordano infatti che in passato si è arrivati a una ricucitura nei rapporti tra management e soci e tra lo stesso Profumo e il presidente Dieter Rampl. Il primo appuntamento in agenda per un confronto resta dunque fissato per giovedì ma i contatti, ai piani alti del gruppo e della politica, sono tuttora in corso.

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