Draghi (FSB): in paesi avanzati banche ancora a rischio

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Avatar di Redazione 27 Settembre 2010 | 16:30
Durante l’incontro a Parigi del Financial Stability Board, il governatore della Banca d’Italia ha sottolineato che le misure adottate sono importanti ma potrebbero non essere sufficienti. Difatti…

 «Sono stati compiuti importanti passi avanti» sulle nuove regole della finanza. È quanto ha affermato il governatore della Banca d’Italia, Mario Draghi, e presidente dell’Fsb al termine del plenary meeting dell’organizzazione commentando le misure approvate di recente, fra cui Basilea3.

 

Anche se esistono ancora rischi di ripercussioni negative dalle economie deboli al sistema finanziario e i regolatori internazionali sono d’accordo sul fatto che le grandi banche debbano avere una maggiore capacità di assorbire le perdite. Secondo Draghi, la maggiore capacità di assorbire le perdite da parte delle banche può assumere diverse forme come capitale ulteriore o forme di capitale cuscinetto.

 

Nell’incontro organizzato a Parigi targato Financial Stability Board il presidente riafferma la sua posizione, ossia che le regole di Basilea III sono importanti e che non freneranno la ripresa. Inoltre le regole seppure impongono, con gradualità, più patrimonio e di migliore qualità per le banche, potrebbe rivelarsi insufficienti. Infatti per il governatore “le misure sono importanti ma non sufficienti” specie sul fronte delle istituzioni sistemiche troppo grandi per fallire ‘too big to fail’ e dell’azzardo morale (l’assunzione di rischi eccessivi confidando sulla garanzia pubblica).

In particolare il presidente ha evidenziato che «i sistemi finanziari dei paesi avanzati rimangono vulnerabili ai rischi derivanti dai problemi di bilancio nei governi locali e nazionali, dalle rinnovate fragilità delle banche nel mercato della raccolta dei capitali e dall’indebolimento dell’economia». Secondo Draghi la combinazione di tali fattori può avere un effetto «potenziale significativo». Secondo il governatore inoltre ulteriori fattori di rischio possono giungere dalla continua «dipendenza di alcune banche dai meccanismi di supporto» anti crisi e «dalle potenziali pressioni dei mercati».

Per questo il presidente Draghi ha rilevato come “tocca migliorare la capacità di queste banche di assorbire le perdite magari con forme di capitale aggiuntive”.

 

 

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