Banche, tornare al passato o guardare avanti?

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di Redazione 27 Settembre 2010 | 15:30
C’è veramente spazio e necessità di un nuovo istituto locale in Piemonte? Flavio Repetto, presidente della Fondazione Carige sembra esserne convinto e ai dubbi…

C’è veramente spazio e necessità di un nuovo istituto locale in Piemonte? Flavio Repetto, presidente della Fondazione Carige sembra esserne convinto e ai dubbi del suo omologo in Fondazione Crt, Andrea Comba, sull’opportunità di dare vita a Carito, ribadisce: “credo sinceramente che sia una buona idea e che si concretizzerà”. Per una banca secondo Repetto è fondamentale essere “realmente locale” e quindi “avere anche nell’azionariato l’espressione del territorio. Altrimenti non funziona, sei un corpo estraneo”.

 

Inevitabili contraccolpi, secondo esperti come lo storico Giulio Sapelli, della crisi di Grecia che nei mesi scorsi ha messo a nudo tutti i limiti dell’attuale impostazione di fare banca “all’europea”, portando gruppi di potere locale a riposizionarsi a seconda delle convenienze ma senza più far troppo affidamento alle distinzioni di un tempo tra finanza “laica” e finanza “bianca”. Distinzioni che in effetti da anni, con il progressivo accorpamento dei principali istituti italiani in un numero ristretto di gruppi di grandi o medie dimensioni, hanno perso la loro significatività.

 

Un “risiko” che ha finito secondo molti col penalizzare la clientela individuale e le piccole e medie imprese che, a differenza di pochi grandi gruppi, non hanno potuto contare sull’aiuto delle solite “banche amiche” ogni volta che c’era da provare a fare un affare più o meno rischioso o ristrutturare situazioni incagliatesi. Così, visto anche la crisi ai vertici di gruppi come UniCredit che avevano fatto della propria crescita internazionale una bandiera, cresce la tentazione di un ritorno “all’antico” che peraltro nel mondo della finanza rischia di essere una sirena molto pericolosa visto che il resto del mondo di tornare indietro non ha alcuna voglia. 

 

“Negare i problemi e rinviare le soluzioni si traduce prima o poi in una resa dei conti” ha commentato oggi Sergio Marchionne. Il riferimento nel caso del numero uno di Fiat era al settore automobilistico, ma la considerazione è valida più in generale e si può applicare anche al mondo del credito e del risparmio gestito, da tempo alle prese con cambiamenti cui non sempre si è saputo o voluto dare in Italia una risposta né in termini normativi né organizzativi. 

 

Voi come la pensate, la voglia di tornare a fare affari in modo strettamente legato al proprio territorio d’origine prevarrà sull’ambizione di divenire competitivi a livello internazionale? E questo sarà un bene o un male per voi e per la vostra clientela? Attendiamo come sempre le vostre risposte sulle pagine di Bluerating.

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