Fineco, raccolta sprint a marzo ed espansione in Gran Bretagna

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di Andrea Telara 7 Aprile 2017 | 10:56
Nel mese scorso la banca ha registrato flussi netti positivi per 657 milioni (+57%), di cui 481 milioni dai “Guided products & services”. Foti: “Continuamo coi nostri piani di sviluppo, con l’espanzione nel Regno Unito e con l’offerta di mutui e finanziamenti”.

Alessandro FotiMESE IN CRESCITA – A marzo la raccolta netta di Fineco è stata pari a 657 milioni di euro (+57% su base annua). Nello stesso mese la raccolta gestita è stata pari a € 401 milioni (+108% rispetto all’anno precedente) e la raccolta dei prodotti classificati come “Guided products & services” è stata pari a € 481 milioni (+33%), facendo salire la loro incidenza rispetto al totale degli asset under management al 59% rispetto al 47% di marzo 2016 e al 56% di dicembre 2016. La raccolta netta da inizio anno è stata pari a € 1.38 miliardi, di cui 846 milioni di euro di raccolta gestita (+ 901 milioni di euro su base annua), 458 milioni di raccolta amministrata mentre la raccolta diretta si attesta a 76 milioni di euro. Dall’inizio anno i flussi positivi registrati nei “Guided products & services” sono stata pari a € 1.029 milioni (+145% su base annua). La raccolta tramite la rete di consulenti finanziari nei primi tre mesi dell’anno è stata pari a 1.246 milioni, in aumento del 2% rispetto allo stesso periodo del 2016. Dall’inizio dell’anno sono stati inoltre acquisiti 32.075 nuovi clienti, di cui 10.644 nel solo mese di marzo (+14% a/a). Il numero dei clienti totali al 31 marzo 2017 è superiore a 1.142.000, in crescita del 6% rispetto a marzo 2016. Il patrimonio totale è pari a € 62.2 mliardi circa (+13% su base annua). In particolare il patrimonio totale riferibile alla clientela nel segmento private banking,cioè gli investitori con asset superiori a 500mila euro , si attesta a ol 23.255 milioni, in rialzo del 19%.

AVANTI CON I PROGETTI  – Soddisfatto Alessandro Foti, amministratore delegato e direttore generale di Fineco, intervistato da Bluerating.com subito dopo la presentazione dei dati: “Continuiamo a registrare risultati estremamente soddisfacenti con una raccolta molto solida”, ha detto Foti,  “anche a marzo Fineco ha raggiunto flussi di grande qualità trascinati dalla crescita organica, confermando quindi la sostenibilità nel lungo termine del modello di business”. Foti ha poi parlato a 360 gradi delle attività di Fineco. La Brexit non ha fermato le ambizioni di espansione della banca in Gran Bretagna, nonostante l’avvio ufficiale della Brexit. “Abbbiamo già diversi conti attivi nel Regno Unito e la nostra piattaforma è già operativa”, ha detto Foti. Dopo una prima fase sperimentale dei servizi in versione “Beta”, nelle prossime settimane ci sarà infatti un lancio dei servizi su larga scala per un numero più ampio di clienti. Anche un’altra delle ultime novità annunciate, cioè il ritorno all’offerta di mutui e prestiti a partire dalla fine del 2016, per Foti sta dando risultati molto positivi. “Non posso rilasciare cifre precise”, aggiunge il n.1 di Fineco, “anche perché siamo vicini alla pubblicazione dei nostri prossimi dati trimestrali. Posso dire però che le richieste da parte della clientela sono state molto superiori alle nostre attese più ottimistiche”. Per quanto riguarda le operazioni di reclutamento, l’intenzione di Fineco è quella di procedere con la politica “moderata” seguita finora, con l’ingresso di 100-120 consulenti finanziari nell’arco di un anno. Tornando ai dati di raccolta, Foti tiene a sottolineare i risultati raggiunti dai Guided products & services, che fanno da traino all’intera offerta della banca. “Puntiamo molto su questo segmento di prodotti e servizi, che creano un rapporto virtuoso tra la clientela e i loro consulenti  di fiducia, con un risultato positivo per tutti”. I Guided products & services si basano infatti su quella che Fineco definisce la cyborg advisory, l’offerta di servizi di consulenza e di pianificazione finanziaria realizzata con l’utilizzo di tecnologie avanzate, che consentono di ottenere un duplice risultato: un’analisi più dettagliata delle esigenze finanziarie del cliente e una maggiore produttività degli stessi  financial advisor, che riscono a gestire meglio un numero maggiore di investitori.

 

 

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