Poste Vita e Banco Poste sempre più concorrenziali

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di Redazione 18 Ottobre 2010 | 15:30
L’essersi visto assegnare per il terzo anno consecutivo il World Finance Insurance Award come migliore compagnia italiana non sembra aver garantito a Poste Vita e ai suoi consulenti grande considerazione da parte dei promotori finanziari italiani. Che forse toccano…

L’essersi visto assegnare per il terzo anno consecutivo il World Finance Insurance Award come migliore compagnia italiana non sembra aver garantito a Poste Vita e ai suoi consulenti grande considerazione da parte dei promotori finanziari italiani. Che forse toccano con mano una professionalità non sempre così elevata da parte dei singoli addetti, o forse vedono nella compagnia delle Poste Italiane (come del resto in Banco Posta) un concorrente tanto più ostico quando, come in questi ultimi anni, gli alti (pochi) e bassi (molti) dei listini allontanano una buona parte dei risparmiatori italiani da servizi a maggior valore aggiunto come quelli che le reti italiane si vantano, in alcuni casi in maniera assolutamente meritata, in altri casi forse meno, di essere in grado di offrire alla propria clientela.
 

 Perché, inutile negarlo, i prodotti in vendita presso gli sportelli finanziari di Poste Italiane, siano essi polizze assicurative, titoli di stato o fondi comuni, non appaiono particolarmente sofisticati né in grado di garantire performance sistematicamente superiori alla media, così come probabilmente i suoi consulenti non sono in assoluto i migliori sulla piazza. Eppure tanto Poste Vita quanto Banco Posta sembrano essere riusciti a fornire alla propria clientela prodotti semplici e adeguati alle sue esigenze. Se ci si aggiunge una capacità di ascolto e comunicazione sicuramente in crescita rispetto a un passato anche recente e il numero molto modesto di reclami presentati alla compagnia da parte degli assicurati, si capisce come quella del gruppo guidato da Massimo Sarni sia una concorrenza che si fa sentire ogni giorno di più nell’altrimenti impermeabile (alla concorrenza stessa) mondo delle banche e delle assicurazioni tricolori.

 

Una concorrenza che può dare fastidio, ma che in fin dei conti è un bene nel momento in cui offre un contributo al processo di graduale acculturamento dei risparmiatori italiani, creando una base di potenziali clienti cui gli stessi promotori finanziari potranno negli anni attingere per proporre servizi e prodotti via via più sofisticati. Sempre che quella fascia di clientela abbia in futuro la possibilità prima ancora che l’esigenza di prodotti migliori di quelli finora propostigli. Voi come la pensate? Poste Vita e Banco Poste stanno diventando concorrenti di tutto rispetto o si limitano a presidiare una fascia di mercato poco attraente per le reti di promotori italiani? Attendiamo come sempre le vostre riflessioni sulle pagine di Bluerating. 

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