Una “rete” per i broker

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Avatar di Redazione 20 Ottobre 2010 | 12:00
Willis Italia presenta la nuova piattaforma WillPLACE. Strumento ideale per la clientela corporate

E’ stata presentata, dal ceo di Willis Group Joe Plumeri, la nuova piattaforma informatica WillPLACE, uno strumento che ha l’intento di rivoluzionare l’attività dei broker del gruppo Willis.
Advisor ha incontrato Guido De Spirt, che dal 2005 ricopre la carica di amministratore delegato di Willis Italia, insieme a Walter Albini. De Spirt prima di entrare in Willis è stato amministratore del gruppo Aon e ha ricoperto la carica di vicepresidente di AIBA (Associazione Italiana Broker di Assicurazione e Riassicurazione).

Ci può spiegare in dettaglio come funzionerà la nuova piattaforma che avete presentato in anteprima sulla piazza italiana?
WillPLACE è stata studiata per abbinare i bisogni della clientela corporate con l’offerta delle compagnie assicurative più idonee. Grazie a questa piattaforma i singoli broker di Willis potranno, in qualsiasi parte del mondo si trovino, accedere al patrimonio di conoscenze assicurative globali di tutti i professionisti del gruppo. Il funzionamento è simile a un motore di ricerca. Le informazioni sulle tipologie di rischio vengono raccolte periodicamente dagli esperti di Willis e inserite nella piattaforma che contiene anche un database dei rischi. La nostra volontà era quella di creare uno strumento che migliorasse sensibilmente l’efficacia del nostro lavoro. Tutti i broker di Willis avranno accesso alla piattaforma e inserendo le priorità indicate dal cliente saranno in grado di valutare la soluzione più competitiva sia in termini di prezzo, sia di copertura e affidabilità finanziaria.

Che riflessioni si possono fare, invece, in merito all’industria?

Il mercato sta continuamente migliorando, anche se devo ammettere che il mercato dei broker è abbastanza giovane in Italia. Come categoria, però, la penetrazione è abbastanza importante.
Ritengo che ci sia ancora tanta strada da fare. Un primo passo sarebbe quello di sganciarsi dalla figura del broker come intermediario e considerarlo come un vero e proprio consulente, cosa che accade negli altri paesi europei dove la professione è più apprezzata. Un ulteriore passo è rappresentato dalla professionalizzazione della categoria, alla quale non si deve rinunciare.

Il gruppo Willis si può ritenere soddisfatto dall’andamento del 2009?
A livello mondiale il gruppo ha intermediato premi per un valore di 40 miliardi, mentre in Italia i premi intermediati sono stati pari a 2 miliardi. Oggi in Italia contiamo 320 dipendenti per 8 uffici.

Il mercato dei broker assicurativi sta attraversando un periodo di grande fermento, soprattutto dal punto di vista delle acquisizioni. Entrerete in gioco in qualche partita?
Non lo escludiamo, anche se preferisco sottolineare che non facciamo acquisizioni per fare volumi. Preferiamo crescere assieme ad asset, ossia persone, che sono compatibili con la nostra storia, che sono affini alla nostra mission.
Questo perché i volumi non sono la nostra priorità. Preferiamo infatti crescere per linee interne associando molti nuovi broker che possano rappresentare un valore aggiunto, in settori specializzati, come il credito e altri segmenti.

Più o meno un anno fa avete lanciato sul mercato Willis Italian Network (WIN), quali il bilancio di questo progetto?
Sicuramente positivo. Willis Italian Network (WIN) è nata sulla falsariga e il successo del modello inglese e aveva l’obiettivo di fornire soluzioni assicurative pensate prevalentemente per il mercato PMI (Piccole e Medie imprese). Oggi a quasi un anno di distanza dal lancio possiamo dire di aver raggiunto dei risultati interessanti, e a breve siamo pronti a introdurre delle novità importanti per i broker locali che hanno cooperato in questa struttura.

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