Ansiogeno Tremonti

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di Andrea Giacobino 4 Novembre 2010 | 10:00
Non ci sono più dubbi: il ministro dell’Economia e delle Finanze Giulio Tremonti ha “commissariato” il governo di Silvio Berlusconi. Dopo l’approvazione “manu militari”…

…della Finanziaria in Consiglio dei ministri, l’ex commercialista di Sondrio ha lanciato il suo “National Reform Plan” promettendo la fase dello sviluppo dopo quella dei sacrifici e molti, Lega in testa, hanno brindato allo strapotere consolidato del nuovo italico cancelliere modello Otto von Bismarck che diceva: “chi tiene stretta la borsa, tiene stretto il potere”.

Ma come stanno realmente le cose per l’economia italiana, cioé per le tasche di tutti noi? I comportamenti di spesa delle famiglie restano cauti e i ‘“segnali per i mesi estivi non ne delineano un recupero”. E’ quanto scrive la Banca d’Italia nell’ultimo Bollettino Economico secondo cui “nel secondo trimestre del 2010 è proseguito il ristagno dei consumi delle famiglie, frenati dalla contrazione degli acquisti di beni durevoli (-6,8% sul periodo precedente)”. La Banca d’Italia cita così “le immatricolazioni di auto, al netto della componente stagionale e degli effetti di calendario, che sono cresciute debolmente nel terzo trimestre (dopo la caduta nella prima metà dell’anno), collocandosi su livelli inferiori a quelli dell’inizio del 2009”. Il clima di fiducia delle imprese del commercio, spiega Via Nazionale, è peggiorato durante l’estate. Secondo l’indicatore calcolato dall’Istat, il volume delle vendite al dettaglio ha ristagnato nei tre mesi terminanti in luglio.
Il Bollettino prosegue ricordando che “le prospettive sul mercato del lavoro restano incerte” in Italia seppure nel secondo trimestre è proseguito il lento recupero dell’occupazione. La Banca d’Italia ricorda che “nel secondo trimestre del 2010 è proseguita la debole ripresa dell’occupazione (0,1% sul periodo precedente, al netto dei fattori stagionali) avviatasi nei primi mesi dell’anno. Il numero degli occupati è superiore di 40.000 persone rispetto alla fine del 2009, a fronte di un calo di 560.000 unità registrato tra il secondo trimestre del 2008 e il quarto del 2009”. Il tasso di disoccupazione in Italia comprensivo dei “lavoratori scoraggiati” e l’equivalente delle ore della Cassa integrazione guadagni (Cig) salirebbe oltre l’11%. Secondo Banca d’Italia il tasso dei senza lavoro al netto dei fattori stagionali, è leggermente aumentato, all’8,5% nel secondo trimestre. Pesanti i dati relativi ai giovani: il tasso di disoccupazione continua a essere più di tre volte maggiore tra quelli di età compresa tra i 15 e i 24 anni.

E quali le prospettive per l’economia italiana? Gli operatori professionali censiti in settembre da Consensus Economics si attendono una crescita del prodotto pari all’1% nella media del 2010. Per Via Nazionale le stime sono “in linea con la previsione pubblicata nel Bollettino Economico dello scorso luglio e con quelle diffuse di recente dalla Commissione Europea e dal Fondo Monetario Internazionale”. La produzione industriale, sulla base dei dati Istat fino ad agosto “e di nostre stime per settembre, ha mantenuto nel terzo trimestre la dinamica ascendente avviata nella primavera del 2009”. Per la Banca d’Italia “le inchieste presso le imprese manifatturiere delineano una continuazione della ripresa ciclica nei prossimi mesi, sebbene su ritmi più modesti”. E tuttavia i divari di crescita tra la Germania e gli altri paesi dell’area euro tendono ad ampliarsi. Via Nazionale sottolinea infatti come l’economia tedesca, dal “punto di minimo ciclico (primo trimestre del 2009) è finora cresciuta del 4,2% a fronte di un incremento (dalla primavera dello scorso anno) dell’1,3 nella media degli altri paesi dell’area (1,9 e 1,3% in Francia e in Italia, rispettivamente)”. In particolare la Banca d’Italia rileva come la “Germania ha beneficiato maggiormente della robusta espansione del commercio mondiale registrando un aumento delle esportazioni sinora pari al 18,2% (10,2 e 9,2% in Francia e in Italia, rispettivamente) grazie alla maggiore capacità delle imprese tedesche di affermarsi nei mercati più dinamici”.

In tale contesto, con una crescita asfittica (il Dfp del governo la stima all’1,2% per quest’anno) e con un rapporto deficit/pil al 6,1% nel primo semestre, i margini per lo sviluppo promosso da Tremonti sono strettissimi, se non addirittura inesistenti per cioò che riguarda quel taglio delle tasse sempre promesso da Berlusconi (“Meno tasse per tutti”) e mai mantenuto in tutti i suoi governi.
Il “cancelliere” italiano ha reagito con stizza alle analisi dell’istituto centrale guidato da Mario Draghi che ha ricordato anche che nei primi nove mesi di quest’anno le entrate fiscali sono calate dell’1,8%, con 5 miliardi di euro di minor gettito. Dati “ansiogeni” li ha definiti il Bismarck tricolore. Ma chi strombazza di un fisco finalmente a favore delle famiglie e promette crescita e sviluppo, sapendo che i numeri non lo consentono, pena allentare i cordoni della borsa, o è in malafede o provoca ansia in chi è governato.

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