Lettera aperta al presidente

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Avatar di Redazione 28 Dicembre 2010 | 11:00
La nomina di Giuseppe Vegas ha trovato l’approvazione di tutto il mondo politico. Il neo-eletto di fronte a nuove sfide. A queste vogliamo aggiungere 4 desideri.

di Roberto Tedeschi

Egregio presidente Giuseppe Vegas ci permetta di manifestarle il nostro ringraziamento e apprezzamento per aver accettato la nomina a presidente della Consob.
Lei importante uomo di governo ed esperto di economia, che da anni frequenta il “parterre” del mondo politico italiano, specialmente in questo momento delicato, ha accettato un ruolo che le è completamente differente. Per questo le siamo riconoscenti.
Cogliamo però l’occasione della sua nomina per esprimerle dei desideri, coscienti che saprà svolgere il ruolo di collegamento tra la Consob e il mondo politico.
Da quando, quarant’anni fa, venne istituita la Consob, il mondo economico finanziario è molto cambiato, la globalizzazione, la comunicazione, l’informatica, ma specialmente noi investitori, operatori, risparmiatori siamo diventati molto diversi, eppure ci rendiamo sempre più conto dell’importanza di un Autorità moderna, efficiente e presente, ma assolutamente autonoma da ogni condizionamento.
L’Autorità, che lei ora presiede, ha il compito di tutelare degli investitori, impegnarsi nell’efficienza, trasparenza e sviluppo del mercato mobiliare italiano.
Un primo delicato aspetto riguarda la nominare del quinto commissario. La Consob è un organo che delibera nella sua globalità e in questi quattro mesi è stata ben gestita dai tre membri, ma un Autorità, pur nella sua globalità ha bisogno di tutti i suoi componenti. Con il via libera che l’ECOFIN ha dato alla riforma della vigilanza finanziaria, il ruolo della Consob, sarà determinate per l’Italia.
Oltre alla nascita dell’Esrb (European systemic risk board – il Comitato Europeo di vigilanza sui rischi sistemici), nasceranno di tre nuove autorità europee:
1) l’Eba (European banking authority);
2) l’European insurance and occupational pensions authority;
3) l’Esma (European securities and markets authority).
La conseguenza sarà quella di spostare i problemi in luoghi sempre più lontani dalla realtà italiana e di conseguenza, sempre più impegnati in temi globalizzanti e sempre meno domestici.

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