Ecco come difendersi dai casi come quello di Banca Mb

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Finalmente anche in Italia i piccoli azionisti diventano protagonisti.

di Redazione3 gennaio 2011 | 15:30

Senza attendere l’attivismo dei fondi , o dei procuratori della repubblica, i primi gruppi di azionisti iniziano a sfruttare le possibilità offerte dalla nuova direttiva europea (2007/36/Ce recepita in italia dal d.lgs 27/2010 che ha fatto modifiche rilevanti nel Tuf introducendo alcune importanti novità e semplificando le procedure a partire dalla raccolta deleghe), in vigore dal 1 novembre, anche se mancano i regolamenti attuativi Consob.L’occasione è la prossima assemblea di CAPE LIVE che, dopo le vicende Banca Degroof  Privè e Banca MB, e le conseguenti dimissioni di parte del CdA, è in piena tempesta, con il titolo ai minimi e l’amministratore Cimino in balìa degli eventi.Una buona occasione per alcuni azionisti per prendere l’iniziativa e porsi l’obiettivo di costringere la società alla massima trasparenza, stimolare un dibattito costruttivo tra i soci ed attivare una raccolta di deleghe.Con la creazione di un sito come forum di discussione ed aggregazione – www.capelive.azionisti.org – e con la specifica missione di intervenire sulla governance societaria, si intende  accertare eventuali responsabilità e dare un ruolo a quelli che definisce “azionisti di minoranza” e non necessariamente piccoli.Il gruppo di azionisti coordinati dal prof. d’Atri  si sta organizzando per promuovere la presentazione di una lista di candidati al Consiglio di amministrazione e per la raccolta delle deleghe di voto, sulla base delle procedure previste dalla nuova normativa.Nel caso CAPE LIVE, che è in effetti una public company (con un azionariato composto da tanti piccoli e nessun azionista di controllo), il professore non esclude che i soci di minoranza possano in riuscire ad aggregare competenze manageriali e soci di buona volontà per rilanciare il progetto della Cape Live e valorizzare le partecipazioni detenute. Al momento l’obiettivo è interrompere la deriva gestionale e proporre comportamenti virtuosi al nuovo management.E se in seguito la minoranza dovesse diventare maggioranza? Il professore spera che ci siano altri soci di minoranza pronti a stimolare gli altri stakeholder a rendere effettivi i principi del “buon governo societario”.Riassuto per punti
1)    Cape Live SpA è una delle pochissime società quotate italiane che non ha un gruppo di controllo stabile, ci sono tantissimi piccoli azionisti non collegati tra loro.
2)     Dopo le recenti notizie circa il coinvolgimento della società in vicende dubbie (Banca Degroof Privè e Banca MB) e le conseguenti dimissioni di parte del CdA, alcuni azionisti si stanno organizzando per intervenire direttamente (proponendo una lista per l’assemblea del 10 e 11/02/2011)
3)     Il gruppo, coordinato dal Prof. Gianfranco d’Atri, non è una entità chiusa, ma vuole coinvolgere tutti gli azionisti interessati usando in nuovi strumenti normativi del dal D.Lgs 27/2010
4)    Il gruppo vuole aggregare più soggetti possibili
5)    L’obiettivo è costringere la società alla massima trasperenza, stimolare un dibattito costruttivo con i soci attraverso un sito /forum di discussione (www.capelive.azionisti.org)
6)    I piccoli soci devono partecipare perchè è inutile attendere che si verifichi il peggio ed aspettare l’intervento delle autorità di controllo (vedi Italease), si può intervenire direttamente prima che sia troppo tardi, per aumentare la trasparenza (sfruttando il web) e permettere a tutti i soci – anche quelli non rappresentati dal CdA – di essere informati.  Ogni azione ha diritto di voto, e tale diritto deve essere sfruttato. Se l’azionista non può partecipare in prima persona può delegare il gruppo.


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