Unicredit, fumata grigia su Ermotti

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di Matteo Chiamenti 14 Gennaio 2011 | 09:30
Il nodo dell’erede di Sergio Ermotti al Corporate & Investment banking non si scioglie. I comitati (strategico, nomine e remunerazioni) di Unicredit, riuniti nel pomeriggio di ieri, hanno esaminato il lavoro svolto, fino ad ora, dai cacciatori di teste ma, al momento, sul tavolo non c’è nessun nome.

Di certo c’è più di un profilo ma è da escludere che nel prossimo cda, convocato il 20 gennaio, si arrivi a definire una scelta. Le riunioni, nella sostanza, sono servite – secondo anche le attese della vigilia – ad esaminare il budget 2011 e a fare il punto della situazione organizzativa dopo l’avvio della Banca Unica lo scorso novembre. Ora è presumibile che al prossimo board si faccia anche qualche riflessione sul piano industriale che verrà presentato per l’estate, e le cui linea guida hanno avuto il via libera nell’ultimo consiglio di amministrazione del 2010. Quanto, invece, al futuro responsabile dell’Investment banking, area considerata strategica, la linea resta quella indicata a suo tempo dall’amministratore delegato, Federico Ghizzoni e cioè una scelta senza fretta e, soprattutto di alto profilo.

Ma sui nomi, anche esterni, resta il più stretto riserbo. Intanto il quotidiano finanziario russo Vedemosti indica Piazza Cordusio in corsa per l’acquisto del 46,5% della Banca di Mosca, per un valore stimato in 90 miliardi di rubli (2,2 miliardi di euro). Il giornale, tuttavia, cita anche una fonte del cda della banca di Mosca secondo cui la russa Vtb, altro istituto interessato all’acquisto, avrebbe già raggiunto un accordo per l’operazione entro il 21 febbraio. Unicredit ha una tradizione consolidata in Russia, dove è presente da più di vent’anni. Il governo russo ha di recente chiamato Piazza Cordusio come advisor nell’ambito del progetto di trasformare Mosca in un centro finanziario globale. Nella lista delle banche che assisteranno il Paese guidato da Vladimir Putin ci sono in prima fila Bank of America e il Credit Suisse. Tale advisory board sarà composto anche da Societè Generale, Nomura, Ernst & Young e Kpmg international. Nella commissione ci saranno poi le due principali banche russe Oao Sberbank e Vtb group, oltre che l’investment bank Troika Dialog e la banca per lo sviluppo Veb.

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