Banche, Ghizzoni: no a tassa Ue per finanziare i bilanci dei Paesi

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di Gianluca Baldini 4 Febbraio 2011 | 08:00
No a tasse sulle banche per finanziare i bilanci dei paesi Ue, ma disponibilità a prendere in considerazione la creazione di un fondo di risoluzione delle crisi sistemiche, ma solo sotto l’ombrello di un’unica legislazione europea.

È la posizione ribadita dall’amministratore delegato di Unicredit Federico Ghizzoni a Bruxelles, dove ha partecipato a una serie di incontri con diversi commissari Ue, tra cui Michel Barnier, responsabile per il Mercato unico e i servizi finanziari, Joaquin Almunia (Concorrenza), Algirdas Semeta (alla Fiscalità) e Stefan Fuele (Allargamento).

“La nostra posizione è sempre stata chiara – ha affermato l’ad di Unicredit – siamo contrari ad avere extra levy che vanno a finanziare il budget dei paesi, ma possiamo considerare che le banche contribuiscano a un Fondo di risoluzione per gestire eventuali crisi sistemiche”. L’importante, però, è che “qualunque sia la conclusione, si tratti di una soluzione europea, perchè per noi è molto complesso gestire soluzioni singole in singoli paesi”, ha avvertito Ghizzoni.

Proprio ieri il presidente dell’Abi Giuseppe Mussari, anche lui a Bruxelles per impegni istituzionali, aveva ribadito il ‘nò all’imposizione di contributi obbligatori a carico delle banche in quanto l’introduzione indiscriminata in tutti i paesi membri non sarebbe equa per quei settori bancari che non hanno richiesto interventi governativi per fronteggiare la crisi. “C’è stato uno svantaggio competitivo all’inizio, per noi è stato più difficile trovare capitali facendo ricorso al privato, ma ora è vero anche il contrario”, ha spiegato Ghizzoni, in quanto ora gli istituti italiani non devono restituire i fondi pubblici a cui invece quelli straniere hanno fatto ricorso durante la crisi.

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