Messina saluta Bankitalia

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Matteo Chiamenti di Matteo Chiamenti 17 Febbraio 2011 | 09:00
Il gotha della finanza saluta il direttore della sede di Milano della Banca d’Italia, Salvatore Messina, prossimo all’uscita dopo ben quaranta anni di attività all’interno dell’istituto centrale e sette al vertice degli uffici meneghini.

E al saluto di commiato, come riporta Ansa, erano presenti oltre al direttore generale di Via Nazionale, Fabrizio Saccomanni, i vertici dei principali gruppi italiani dal presidente delle Generali, Cesare Geronzi, ai vertici di Intesa SanPaolo, Giovanni Bazoli e Corrado Passera, passando per i numeri uno di UniCredit, Dieter Rampl, e Telecom, Gabriele Galateri. In sala ad ascoltare le parole di ‘Totò Messinà, come lo chiamano i colleghi, c’erano tra gli altri Paolo Fiorentino (UniCredit), Fiorenzo Dalu (Bpm), Matteo Arpe (Banca Profilo), Carlo Salvatori (Lazard), Roberto Mazzotta (gruppo Intesa SanPaolo), Enrico Cucchiani (Allianz), Fabrizio Viola (Bper). Al cocktail di saluto, che si è tenuto nel salone pubblico della sede di Via Cordusio, si contavano complessivamente 500 persone, un numero che è stato definito da Passera «rappresentativo della stima che Messina ha raccolto in questi anni, vedo tutta Milano».

Secondo Profumo, poi «l’amico Salvatore è una persona che ha incarnato lo spirito e l’essenza della Banca d’Italia in modo stupendo: uno spirito istituzionale di grande umanità». Messina ha così ringraziato gli ospiti presenti per «avere accolto l’invito, con il quale chiudo quarant’anni di servizio in Banca d’Italia. Durante la mia permanenza in questa sede – ha ricordato -, l’economia mondiale è stata investita dalla peggiore crisi a memoria d’uomo. Il nostro Paese, che a Milano trova il suo centro finanziario, l’ha avvertita in tutta la sua gravità. La comunità economica milanese, della quale siete al vertice, ha reagito con forza, compostezza e coraggio. I legami istituzionali e personali si sono rinsaldati». A seguire sono intervenuti Saccomanni, il presidente dell’Aibe, Guido Rosa, Mazzotta ed Alessandro Azzi (presidente Federcasse). In particolare, il numero due di Via Nazionale ha detto: «Abbiamo bisogno di persone come Totò, la vostra presenza in sala testimonia il suo lavoro. Per noi è stato il Governatore dell’alta Italia». In attesa della nomina del successore di Messina da parte dei vertici della Banca d’Italia (potrebbe avvenire prima dell’assemblea di questa estate), le redini della sede di Milano passeranno nelle mani del vice direttore Alessandro Alfieri.

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