Pf, alle mandanti interessa solo il portafoglio ma esiste una soluzione

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di Claudio Pozzi 21 Febbraio 2011 | 15:00
Mentre le banche premono in una sola direzione, c’è chi non ci sta più

Cosa interessa alle società che si occupano di raccogliere attraverso una rete di promotori finanziari il risparmio degli italiani? “L’unica cosa che davvero interessa è il portafoglio!” afferma sicuro del fatto suo un nostro lettore. Mentre preferisce rincarare la dose: “Non vogliono investire un centesimo, l’ufficio è a carico mio, comprese le utenze, e alla fine il risultato è che mi davano il 60% lordo sul mio fatturato”. Al netto di tasse e contributi, vuol dire che su 20 mila euro di raccolta un promotore finanziario riesce a portare a casa, a conti fatti, 8 mila euro. Non di più. Non sembrano stupiti i colleghi che, sulle pagine di Bluerating.com, commentano: “le reti non sanno reclutare, ma piuttosto preferiscono fare un mercato delle vacche”, mentre in generale il settore della promozione finanziaria in Italia finisce per “esaltare le pessime qualità dei cosiddetti squali, ovvero intermediari e responsabili piramidali”. “D’altronde questo è un paese dove la meritocrazia è all’ultimo posto in ogni attività”, continua il lettore. Perché dunque stupirci, si chiedono alcuni nostri lettori. Forse stupirci no, ma indegnarci potremmo, sia pure tardivamente. Bisognerebbe allora portare avanti richieste concrete affinché le cose cambino, a cominciare dalla formazione fino ad arrivare al ruolo della consulenza finanziaria. Su questo tema, infatti, troppe strutture finiscono ancora per basarsi sull’offerta di prodotti della propria casa più che sulle reali esigenze della clientela. Salvo, ovviamente, lamentarsi se poi le mandanti rimoduleranno la struttura dei compensi per riequilibrare i nuovi costi che dovessero affrontare nel futuro o per premiare realmente chi, oltre a portare nuovi clienti , riesce a consigliarli e a seguirli costantemente. Come sempre non si può avere la botte piena e la moglie ubriaca. Un’alternativa? La propone un altro lettore: “la soluzione alla lucida analisi fatta nell’appello esiste: scappa a fare un altro lavoro, puoi fare l’indipendente, cosa ti frena?”.

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