Promotori – Barclays strategia a Mezzogiorno

 “Certo che il mondo è bello perché è vario! Barclays caccia i promotori e le altre banche se li litigano: Monte dei Paschi , Azimut…. Brave! Voi avrete un futuro!”: così interviene commentando la notizia del passaggio di Patrizia Mosca dalla rete senese a quella guidata da Pietro Giuliani un nostro lettore. E se la vicenda specifica della dottoressa Mosca offre il fianco ad un paio di nostri lettori per invitare tutti a smetterla di parlare solo di portafoglio, perché “la professione se tale vuole essere deve smettere di partire dal portafoglio e risalire la corrente per parlare di consulenza, il punto è tutto qui”, il fatto che sia stato tirato in ballo il nome di Barclays pare la riprova dei mal di pancia interni alla rete italiana del colosso britannico, tra i pochi che sono riusciti ad evitare di dover ricorrere agli aiuti del Tesoro britannico per superare la crisi 2008-2009 anche se al costo di robusti aumenti di capitali e tagli (di costi e dipendenti: nell’ultimo biennio sono stati circa 3.100 i posti di lavoro eliminati dal gruppo in tutto il mondo) e dismissioni (come quella di Barclays Global Investors, ceduta nel marzo 2009 a BlackRock per 13,5 miliardi di dollari) più o meno dolorosi. Così alle spiegazioni “ufficiose” offerte da una fonte a conoscenza della vicenda in merito alla segnalazione giunta a BLUERATING di una ritirata dell’istituto “da Roma in giù”, si sono contrapposte in queste settimane ulteriori prese di posizioni dei nostri lettori. Che osservano come secondo alcuni “ex Barclays” anche “nelle Regioni individuate dall’articolo come prioritarie per la sviluppo per Barclays (Lombardia, il Piemonte, la Liguria, l’Emilia Romagna e il Veneto, ndr), stanno andando via molti promotori”. Un “fuggi fuggi” come dice un altro lettore, che “da circa due anni a questa parte” coinvolgerebbe “elementi di spicco delle divisioni Mutui, Retail, Corporate” che avrebbero “lasciato Barclays per approdare in altre posizioni di prestigio” e che secondo altri sarebbe (ancora una volta, verrebbe da aggiungere) legata alla “idiosincrasia della banca per i promotori”. Due mondi che proprio non sembrano sapersi intendere, insomma, anche se qualche lettore segnala che “Barclays ha avviato la sua attività in Puglia dove siamo presenti da pochi giorni e che altri PF sono in procinto di entrare”, scatenando altre reazioni: “Il teorema che si inseriscano PF su Bari e si tagli in molte altre regioni avrebbe un senso solo se fossero stati provocati danni a Barclays da parte delle seconde o è solo una politica a corrente alternata strumentale a storture commerciali o territoriali”. In ogni caso, conclude il nostro lettore, “i margini di contribuzione dovrebbero avere la stessa valenza sia a Bolzano che a Lampedusa. Evidentemente però non è così”. La domanda però alla fine resta la stessa, riproposta nel commento di un nostro lettore: “Perché hanno tagliato nelle regioni del Sud? O non si facevano ricavi (contro la natura stessa del promotore) o Barclays ritiene utili tali regioni solo per fare mutui. Comunque non c’è logica! Mi aiutate a capire?”.

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