Promotori – L’architettura aperta è il futuro

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Le liste in corsa al congresso Anasf si confrontano sul risparmio gestito.

Matteo Chiamenti di Matteo Chiamenti4 aprile 2011 | 13:00

[p]Angelo Cerea[/p]: una ventata di novità

L’Architettura aperta ha portato una ventata di novità negli anni scorsi sul mercato delle Reti
di pf, ha fatto intravvedere la potenzialità enorme in tema di diversificazione di prodotti e
servizi per il cliente/risparmiatore. E nel contempo ha creato l’illusione di poter scegliere il
prodotto/servizio migliore sul mercato che potesse dare la miglior performance. La ricerca
continua della miglior performance è quello che veramente serve al cliente/risparmiatore?
Secondo me no quello che serve al cliente/risparmiatore è un programma condiviso per la
creazione e la gestione del suo risparmio. È questo il valore aggiunto della consulenza,ed
è il promotore finanziario che ha la capacità di mantenere dritta la barra delle scelte effettuate
e condivise con il cliente/risparmiatore, e tiene conto dei suoi mezzi (danaro)e del
tempo necessario al raggiungimento dell’obiettivo.

[p]Sergio Boido[/p]: componente irrinunciabile di obiettività

L’architettura aperta è una componente irrinunciabile per poter svolgere con obiettività
la nostra professione.
Avere a disposizione i maggiori brands a livello mondiale sposta la capacità di generare
valore aggiunto dalle peculiarità del singolo prodotto alla competenza nel
costruire portafogli efficienti, adatti a rispondere alle esigenze dei clienti e alla loro
propensione al rischio. E questa si chiama consulenza.

[p]Maurizio Bufi[/p]: la valutazione è assolutamente positiva

A nostro avviso si tratta di una struttura di offerta da valutare in maniera assolutamente
positiva. Essa rappresenta, ormai da anni, la moderna configurazione del mercato
della distribuzione di prodotti e servizi finanziari, che sviluppa una connotazione concorrenziale
a beneficio sia degli operatori che degli investitori. Ai primi consente di
disporre di un’amplissima gamma di offerta, e facilita la gestione del conflitto di interessi
nello svolgimento della propria attività.
Ai secondi di scegliere anche sulla base delle proprie preferenze, senza doversi adattare
ad ambiti ristretti od obbligati. Consente inoltre al risparmiatore di potersi rivolgere
ad un unico intermediario, che offre una pluralità di prodotti di investimento, presenti
sul mercato.

[p]Francesco Ragone[/p]: si tratta di una evoluzione intelligente

L’architettura aperta è stata a nostro avviso una intelligente evoluzione del sistema,
anche se essa è molto più presente nelle reti di promotori finanziari piuttosto che
all’interno delle banche.
Non essere legati a prodotti della casa mette in concorrenza le varie fabbriche di
prodotto e “specializza” i vari segmenti della filiera: le fabbriche del prodotto, il collocamento,
la consulenza e l’assistenza.
Il pf, attraverso la sua consulenza, può costruire non solo l’asset allocation idonea
per le necessità del cliente, ma ha a disposizione numerosi strumenti finanziari,
gestiti con tecniche e strategie diverse, per ottimizzare i portafogli.


[p]Antonio Abate[/p]:è utile al nostro progetto di consulenza

Siamo favorevoli all’architettura aperta perché fondamentale per realizzare quello che nel
nostro programma abbiamo definito il “progetto consulenza” ; esso parte dalla “consulenza
generica” dove dobbiamo svolgere il nostro ruolo di “pianificatore finanziario e previdenziale”
propedeutico per la definizione dell’”asset” migliore in relazione alle esigenze ed
agli obiettivi del cliente, diminuendo i conflitti di interesse ; senza la possibilità di costruire
un portafoglio in maniera aperta, la nostra azione consulenziale potrebbe essere condizionata.
Ci auguriamo che tutti gli Intermediari mettano a disposizione dei loro promotori
un’architettura aperta e su quando, come e se verrà da loro realizzata, daremo informazioni
ai risparmiatori ed ai colleghi, con un osservatorio permanente sul nostro sito.


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