Il giro d’Italia dei promotori – La Campania

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di Redazione 27 Giugno 2011 | 11:30
Nell’area che ha come capoluogo Napoli, i pf sono circa 3.200. Le situazione: ai grandi i volumi, ai piccoli le nicchie di mercato.

Sono oltre 3.200 i promotori finanziari iscritti all’Albo PF che risultano operativi in Campania, anche se alcuni di questi ricontrollando gli elenchi della Sezione I (competente per dodici regioni del Centro e Sud Italia tra cui la Campania) non risultano avere al momento un mandato specifico, pur mantenendo la propria iscrizione. Regione ricca di contrasti, con un nucleo di imprenditori (in particolare, ma non solo, nel campo del trasporto marittimo di cose e persone, del turismo o delle produzioni enogastronomiche tipiche) e liberi professionisti ma anche proprietari di immobili e terreni che si tramandano consistenti patrimoni da generazioni, la Campania finanziariamente parlando si raggruppa attorno alla sua capitale storica, Napoli, ma anche ad altri poli come Salerno, Avellino o Benevento. Le maggiori reti italiane sono tutte presenti in regione, con decine di promotori attivi sul territorio che fanno spesso capo a sedi di prestigio aperte in vie centrali come Via dei Mille, Via Filangieri, Via Calabritto o Via Caracciolo, vale a dire il cuore della “city” partenopea, sede fino al 1997 (anno in cui venne attuata la riforma dei mercati finanziari con la creazione di Borsa Italiana Spa) di una delle dieci borse valori italiane (quella partenopea venne istituita nel 1810, due anni dopo quelle di Milano e Firenze).

Tracce di questo “passato glorioso” sono ancora facilmente rintracciabili nel panorama finanziario partenopeo, dato che molti ex agenti di borsa hanno fondato delle Sim che sono state in seguito assorbite dai maggiori gruppi bancari italiani, così tuttora alcune delle figure di spicco del mondo delle reti in Campania sono ex agenti o procuratori di borsa che ora svolgono la propria attività sotto i colori dei maggiori intermediari nazionali. Banca Fideuram, Banca Mediolanum, Banca Generali, Fineco, Azimut, ma anche Allianz Bank, Finnanza & Futuro, come pure le reti del Monte dei Paschi di Siena, del Credem, di Ubi Banca, di Ubs, di Euromobiliare, sono tutte presenti nel capoluogo campano e spesso hanno uffici sparsi anche nel resto della regione, in cui risultano operativi al momento circa 200 uffici di promotori finanziari.

Accanto ai grandi operatori nazionali e internazionali Napoli e la Campania vedono poi la presenza di reti minori come Banca Popolare di Puglia e Basilicata, Banca Sai, Banca Sara, Banca Network, Simgenia, Banca Sella, Consultinvest, Ipibi e naturalmente di alcuni operatori locali che in questi anni sono stati in grado di consolidare la propria presenza anche fuori dalla regione d’origine, come ULN e Genesi, le due sole società di intermediazione mobiliare autorizzate nel Sud d’Italia che lo scorso anno si sono fuse dando vita a una realtà che dispone di una rete commerciale di una settantina di promotori finanziari e oltre 2 mila clienti, alla cui presidenza onoraria è stato chiamato il professor Adriano Giannola, già presidente dell’Istituto Banco di Napoli Fondazione nonché presidente dello Svimez. Come dire che anche in un settore dove la tendenza alla concentrazione è sempre più marcata a volte anche piccolo, se non proprio piccolissimo, può essere bello, a patto di riuscire a individuare una nicchia di mercato in cui offrire servizi e prodotti differenziati da quelli dei concorrenti di taglia superiore.

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