Promotori – A che punto siamo con Banca Esperia

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di Redazione 5 Luglio 2011 | 09:00
L’ultimo nome accostato è stato quello di Julius Baer.

di Luca Spoldi

“La trattativa per entrare in Banca Esperia c’è stata, ma è ormai acqua passata non essendo giunti ad alcun accordo con Banca Mediolanum per rilevarne le quote”. Lo conferma a Bluerating una fonte di Julius Baer a diretta conoscenza dei fatti, aggiungendo che il gruppo elvetico, che in Italia ha portato a termine nei mesi scorsi l’integrazione delle proprie attività con quelle di Alpha Sim (i cui co-fondatori ed ex soci di riferimento, Carlo Mozzi e Cosimo Bisiach, restano in Cda continuando inoltre a curare la consueta attività di investimento del gestore patrimoniale), continua a voler investire nel Belpaese e che è probabile vi saranno in futuro nuovi tentativi di acquisizione di altre strutture. Del resto proprio per questo lo scorso anno Alberica Brivio Sforza, manager già tra i soci fondatori, con Matteo Arpe, di Sator Group e con alle spalle una ricca carriera internazionale presso gruppi quali Longview Partners e il New York Stock Exchange, era entrata in Julius Baer Sim.

A lei il gruppo svizzero, guidato in Italia da Gian Paolo Bardelli, ha affidato lo sviluppo delle proprie strategie in Italia, che hanno già portato all’apertura di una nuova sede a Roma alla fine dello scorso anno, ufficio guidato da Andrea Torlonia, proveniente proprio da Duemme Sgr (gruppo Banca Esperia) per conto della quale il manager nei precedenti otto anni si è occupato della gestione della clientela istituzionale. Per Julius Baer Torlonia svilupperà i servizi di consulenza specializzata e wealth management. La Svizzera, del resto, sembra un mercato destinato a vivere una fase di consolidamento, dopo l’aprirsi di una breccia nell’ormai ex impenetrabile segreto bancario rossocrociato (breccia frutto del braccio di forza ingaggiato dall’Irs americano con Ubs e in seguito dalle autorità fiscali di vari paesi europei). Chi può, insomma, cerca di crescere sui mercati esteri e in Europa è proprio l’Italia ad essere giudicata ancora tra i più interessanti sia dal punto i vista della redditività sia della possibile crescita d’interesse per prodotti e servizi di private banking per la clientela istituzionale e per i grandi patrimoni privati.

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