Credit Agricole Cariparma vuole CariCesena, Carim e Carismi

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di Chiara Merico 26 Aprile 2017 | 09:25
L’integrazione delle tre casse di risparmio nell’orbita di Crédit Agricole Cariparma ne rafforzerebbe di circa il 20% la base clientela, spiega una nota dell’istituto.

IL PIANO – Crédit Agricole, attraverso la sua controllata italiana Crédit Agricole Cariparma, ha fatto sapere di aver avviato le discussioni preliminari con Banca d’Italia e Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi in vista di una possibile acquisizione di Cassa di Risparmio di Cesena, Cassa di Risparmio di Rimini (o Carim) e Cassa di Risparmio di San Miniato (o Carismi). L’operazione rientrerebbe nell’ambito del piano strategico di Crédit Agricole in Italia Ambizione 2020: lo sviluppo della banca di prossimità in Italia, infatti, è da intendersi perseguibile prioritariamente per via organica, ma il gruppo si riserva la possibilità di valutare, prudentemente, alcune opportunità che potrebbero presentarsi e che rispondano a criteri precisi relativi, tra gli altri, alla dimensione, alla qualità del bilancio, al carattere attrattivo dello sviluppo di business, al posizionamento geografico e alle possibili sinergie.
PROGETTO IN FASE PRELIMINARE – L’integrazione delle tre casse di risparmio nell’orbita di Crédit Agricole Cariparma ne rafforzerebbe di circa il 20% la base clientela e contribuirebbe al suo sviluppo in regioni target senza modificarne il posizionamento geografico, tenendo conto dell’affermata presenza della Banca nei territori adiacenti. Tale operazione non modifica inoltre gli equilibri finanziari di Crédit Agricole Cariparma: la totalità delle sofferenze delle tre banche interessate sarà deconsolidata prima della loro eventuale cessione e, allo stesso tempo, le banche oggetto di acquisizione sono chiaramente in eccesso di depositi di clientela. Il progetto è ancora a uno stadio preliminare; la sua realizzazione è subordinata in particolare alla conclusione positiva della due diligence che dovrebbe cominciare prossimamente, nonché all’approvazione – quando sarà il momento – da parte delle Autorità competenti. Sulla base degli elementi disponibili, il suo impatto negativo sul rapporto CET1 di Crédit Agricole SA e del gruppo Crédit Agricole sarà inferiore ai 10 punti base.

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