Bilanci delle reti a confronto: Mediolanum perde pezzi

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di Diana Bin 11 Novembre 2011 | 17:01
BLUERATING ha paragonato i bilanci delle big del risparmio gestito. Nei primi nove mesi, qualcuno ha sofferto più degli altri. Grecia? Instabilità politica e finanziaria? C’è molto di più nella crisi che si sta abbattendo sulla rete di Basiglio

La crisi economica e le turbolenze sui mercati finanziari si fanno sentire sui conti di tutte le maggiori società italiane, come dimostrano le innumerevoli trimestrali in rosso pubblicate negli ultimi giorni. E le reti di promotori finanziari non fanno eccezione. Ma per alcune di esse la batosta è stata più forte che per altre. BLUERATING ha confrontato i dati relativi ai primi nove mesi dell’anno di quattro tra le principali reti di pf – Banca Generali, Mediolanum, Banca Fideuram e Azimut – e ha rilevato che, se è vero che l’utile netto ha mostrato in tutti i casi una contrazione a doppia cifra, complice la situazione economica poco propizia,  per la rete di Ennio Doris il calo è stato addirittura del 60% a quota 60,7 milioni. Ben peggio rispetto alle altre: Azimut ha perso il 13,8% a 57,2 milioni, Fideuram il 10,4% a 138 milioni e Banca Generali il 14,8% a 51,2 milioni.

“Il forte calo dell’utile netto di Mediolanum va sicuramente attribuito, almeno in parte, ai titoli greci che la società aveva in portafoglio in misura maggiore rispetto alle altre reti oggetto dell’analisi”, ha spiegato a BLUERATING un analista che ha preferito rimanere anonimo. Quanto all’andamento in Borsa, che mostra una sofferenza più marcata della rete di Basiglio negli ultimi tre anni (-16,5% contro il +136% di Banca Generali e il +38% di Azimut), l’esperto ha osservato come  “Mediolanum sia rimasta un po’ più legata alla performance dei titoli assicurativi, che in questi ultimi tre anni  non è stata certo eccezionale: la rete di Colafrancesco e quella di Giuliani invece, ha aggiunto, “sono più financial services puri”. Inoltre, ha continuato l’analista, potrebbe aver pesato anche “il crack Lehman Brothers, dal momento che gli azionisti di Mediolanum hanno dovuto mettere dei soldi per i loro clienti”.

Per quanto riguarda invece la crescita eclatante messa a segno dalla rete del gruppo del Leone di Trieste, “la performance è stata influenzata dal consolidamento delle acquisizioni precedenti”. Da segnalare poi che il trend si è invertito tra gennaio e settembre di quest’anno, quando Mediolanum ha mantenuto la rotta perdendo ancora il 16,5%, mentre Banca Generali e Azimut hanno virato in rosso cedendo rispettivamente il 21% e il 21,5%. In termini di raccolta netta, quella che ha tenuto di più è stata invece la rete guidata da Piermario Motta, che ha limitato la contrazione al 4,2% con afflussi pari a 917 milioni year to date, seguita da Mediolanum (-17,6% a 2,3 miliardi), Banca Fideuram (-25% a 1,2 miliardi) e Azimut (-33% a 325 milioni).

Un cenno merita infine la voce “reclutamento”: la più attiva è stata la rete del gruppo Intesa Sanpaolo, con 121 nuovi ingressi tra dicembre 2010 e settembre 2011 (dati Assoreti), complici l’integrazione di Banca Sara e la recente campagna di assunzioni. Mentre in negativo spicca ancora una volta Mediolanum, che ha visto uscire nello stesso periodo 162 professionisti. “La società ha cambiato la sua politica di reclutamento alla fine del 2009 e se ne sentono ancora gli effetti”, ha spiegato l’analista: “oggi non vengono più reclutati – come succedeva prima – promotori senza certificazione, che non abbiano superato l’esame: questo ha provocato un brusco calo nel numero dei professionisti della rete”.


Fonte:  bilanci delle società e dati Assoreti

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