Mps, una rete con radici nel Salento che alla fine s’è trasferita a Siena

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di Redazione 5 Dicembre 2011 | 09:26
Nel 2010 la fusione per incorporazione di Banca Personale in Banca Mps

La storia della promozione finanziaria di casa Mps ha inizio a Lecce alla fine degli anni Quaranta. Nel 1948, per la precisione, quando nasce la Banca del Salento. Nel 1967, l’istituto deve affrontare una grave crisi finanziaria per via di un ammanco generato da funzionari infedeli. Un gruppo di imprenditori interviene per ricapitalizzare. Nel 1999 tre famiglie sono le socie di riferimento con oltre il 50% del capitale. Del sindacato di controllo fanno parte anche la Cardif Assicurazioni del gruppo Bnp Paribas, con il 4%, mentre il resto del capitale è nelle mani di 13mila azionisti. Nel dicembre del 1999, il Monte dei Paschi di Siena compra la quota di maggioranza per 2.500 miliardi di lire. L’istituto prende il nome di Banca 121 e si specializza in servizi online. Ma la struttura arranca. Nel 2004, il gruppo senese porta avanti il piano di rilancio della controllata sotto la guida del presidente Piergiorgio Primavera.

E nel 2005 acquisisce il 100% della banca. Banca 121 diventa Mps Banca Personale. Nel marzo 2008, all’interno di un’infornata di nomine, cambiano i vertici dell’ex Banca del Salento. Alla presidenza va Fabio Borghi, mentre Nicola Romito assume la carica di amministratore delegato. Nell’autunno del 2009 si parla apertamente del progetto di fusione della banca nella capogruppo senese. Un’operazione che chiuderebbe il duro percorso di risanamento quasi completato nel 2008, dopo che nel triennio precedente la perdita dell’istituto specializzato nella promozione finanziaria era stata di 56 milioni, mentre in quello prima il rosso aveva sfiorato i 150 milioni. Nel marzo del 2010, Mps annuncia una nuova strategia industriale per la rete di promozione finanziaria.

“Mps Banca Personale”, spiega il gruppo, “opera in condizioni di strutturale insostenibilità economica”. Il cda prende atto che “il settore della promozione finanziaria sembra aver raggiunto la saturazione”. Tuttavia, “annovera tra le sue fila personale qualificato di frontline con significativa esperienza, capace di imprimere un servizio marcatamente superiore rispetto agli operatori di filiale”. Quindi, “sembra esistere un’opportunità di rivitalizzazione del comparto”. All’aprile successivo risale la sottoscrizione dell’atto di fusione per incorporazione di Banca Personale in Banca Mps. È l’atto finale.

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