Bny Mellon, nel 2012 occhio a mercati emergenti e materie prime

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Avatar di Redazione 9 Gennaio 2012 | 15:12
E’ quanto emerge dall’Outlook di investimento per il nuovo anno, che raccoglie i punti di vista delle società del gruppo specializzate in diverse asset class e regioni geografiche…

Materie prime e mercati emergenti: questi i temi caldi per il 2012 anno che, nonostante le difficoltà, offre interessanti opportunità per gli investitori. E’ quanto emerge dall’Outlook di investimento di Bny Mellon, che raccoglie i diversi punti di vista delle società del gruppo specializzate in diverse asset class e regioni geografiche. Il rapporto evidenzia in particolare come le difficoltà dei mercati sviluppati – come la crisi dell’Eurozona e il deficit di bilancio statunitense – continuino a gettare ombra sull’orizzonte di investimento.

Tuttavia, sostengono gli esperti, “gli investitori avveduti potrebbero essere in grado di trarre vantaggio dalle dislocazioni di mercato e dalle tendenze che stanno iniziando a svilupparsi”. Le vendite elevate sull’azionario degli emergenti hanno generato valutazioni di mercato molto attraenti, secondo il parere di The Boston Company Asset Management. “Crediamo che la correzione del 2011 abbia portato a valutazioni molto più convincenti per questa asset class rispetto a quelle viste all’inizio dell’anno” ha detto Kirk Henry, senior managing director e senior portfolio manager di The Boston Company, la società di BNY Mellon specializzata in azionario value.

Quanto a Brasile, Russia, India e Cina – ovvero i Paesi BRIC – questi possono offrire opportunità importanti. Le prospettive più interessanti sono offerte da aziende piccole, concentrate sul mercato interno, che possono intercettare il bacino dei consumatori, osservano gli esperti. Le materie prime potrebbero garantire il genere di diversificazione che consente agli investitori di fare i conti con fattori come le elezioni presidenziali negli Stati Uniti, il dibattito sul deficit di bilancio e il rischio di inflazione in molte nazioni, secondo la previsione di Mellon Capital Management Corporation, specialista globale multi-asset di BNY Mellon con sede a San Francisco.

“Con questo livello di volatilità, crediamo che materie prime come prodotti agricoli e bestiame, oltre ai metalli preziosi, offrano una buona diversificazione grazie ad asset che hanno una bassa correlazione con azioni e obbligazioni” afferma Kenton K. Yee, senior research analyst di Mellon Capital. “Tuttavia, escludiamo dal novero i metalli utilizzati nella produzione di energia e in quella industriale dato che l’espansione dell’industria e delle costruzioni in Cina ha rafforzato la correlazione tra i profitti delle imprese e i prezzi dei metalli. Queste materie prime sembrano essere diventate pro-cicliche come azioni di società a elevato potenziale di crescita”.

La vasta scala del debito ha reso molte economie estremamente vulnerabili, secondo Newton Investment Management Limited. “Questo garantisce che l’intervento dello Stato, con tutte le sue possibili distorsioni, rimarrà uno dei temi chiave in un momento in cui nazioni, istituzioni, e singoli individui lottano per diminuire il livello di indebitamento” ha affermato James Harries, investment manager – global funds di Newton.

Con bassi rendimenti sui titoli di Stato nei Paesi più rilevanti, Newton afferma che le migliori opportunità si trovino o nei titoli azionari di alta qualità che distribuiscono dividendi, che hanno un forte potenziale di crescita, o nei mercati delle obbligazioni societarie.

SecondoPareto Investment Management, i problemi dell’Eurozona stanno complicando le decisioni per gli esperti di valute: “ La gamma di possibili esiti della crisi europea rimane molto ampia e le implicazioni di investimento possono essere molto diverse,” sostiene Constantine Ponticos, managing director, investment research di Pareto. “Se ci sarà un importante sviluppo nell’Eurozona, come è atteso, ci sarà una corsa al Dollaro.”

Ponticos aggiunge: “Le valute che hanno rendimenti superiori dovranno essere collegate a economie in grado di generare crescita tramite la domanda interna oppure essere il satellite di un blocco economico in grado di fare lo stesso. Ci deve anche essere un accesso al credito relativamente sicuro”.  Anche se Ponticos afferma che alcuni dei mercati emergenti sembrano rispettare questi criteri, aggiunge: “Nel complesso, tuttavia, crediamo che il 2012 sarà l’anno del Dollaro.”

Per quanto riguarda il settore immobiliare, Urdang Securities Management prevede la prosecuzione di un periodo di crescita bassa e crede che gli investitori potrebbero trarre beneficio dal mettere sotto chiave i rendimenti adesso. Todd Briddell, president e chief investment officer di URDANG, ha spiegato che il suo gruppo si concentra su aziende con basso livello di debito e liquidità a sufficienza per le opportunità che possono offrire nel mercato attuale.

“Stiamo trovando sconti importanti sul valore patrimoniale netto (NAV) nei REIT (“Real Estate Investment Trusts” ovvero società fiduciarie per l’investimento in beni immobili) nei mercati globali” ha affermato Briddell. “Dal punto di vista dello spread, i rendimenti dei dividendi sui REIT sono significativamente superiori ai rendimenti dei Titoli di Stato in molte regioni nel mondo.”

L’incertezza economica generalizzata e il contesto di mercato mettono in evidenza l’importanza di allocare una parte significativa del portafoglio su investimenti non correlati, secondo Insight Investment Management. “Nella nostra prospettiva, le strategie di ritorno assoluto possono svolgere questo ruolo” commenta Andy Cawker, head of specialist equities di Insight.  “Queste strategie hanno il potenziale per fornire agli investitori il meglio di due mondi, perché possono aiutare a proteggere il capitale quando i mercati scendono e allo stesso tempo a essere nella posizione giusta per trarre beneficio da opportunità di investimento fondamentali che potrebbero arrivare”.

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