Mps, Fabrizio Viola è il nuovo d.g.

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di Redazione 12 Gennaio 2012 | 15:03
Intanto i sindacati sono tornati in piazza, manifestando sotto al palazzo dove il cda ha approvato la nomina all’unanimità

Il cda di Mps ha dato il via libera all’unanimità alla nomina del nuovo direttore generale, Fabrizio Viola, che sostituisce, Antonio Vigni. Secondo quanto si apprende da fonti finanziarie, i consiglieri hanno salutato Vigni e, alla fine della riunione, c’è stato il formale passaggio di consegne con il nuovo d.g. che la prossima settimana, giovedì 19, dovrebbe presentare il piano secondo i paramentri richiesti dall’Eba con cui il giorno successivo si presenterà in Bankitalia.

Intanto i sindacati di Monte dei Paschi di Siena sono tornati in piazza Rocca Salimbeni dopo oltre 15 anni: l’ultima volta fu nel 1996. Oltre 100 persone con bandiere, fischietti e slogan, si sono riunite nel pomeriggio sotto le finestre del palazzo dove si è tenuto il cda da cui è scaturita la nomina.

“Chiediamo le dimissioni del presidente della Banca Giuseppe Mussari, e di quello della Fondazione Gabriello Mancini, perchè chi è responsabile della situazione in cui si trova oggi la Banca deve assumersene le responsabilità e farsi da parte”, ha spiegato Antonio Damiani, segretario della Fisac-Cgil.

Non si spostano dagli ultimi comunicati stampa, nei quali come ricorda Antonio Damiani, segretario della Fisac-Cgil, «abbiamo chiesto le dimissioni del presidente della Banca Giuseppe Mussari, e di quello della Fondazione Gabriello Mancini, perchè chi è responsabile della situazione in cui si trova oggi la Banca deve assumersene le responsabilità e farsi da parte».

La preoccupazione dei sindacati è che la Fondazione perda il controllo del Monte e che quindi “venga meno l’indipendenza strategica della banca”, ha aggiunto Marco Radi (Fiba-Cisl). Nel mirino dei manifestanti anche il nuovo d.g.: “Niente colpi Mancini, vi facciamo Viola”, recita uno slogan.

“Non provate a cambiare le regole del confronto sindacale al Monte dei Paschi. Vi facciamo Viola”, fa eco un altro. I lavoratori chiedono di continuare il confronto anche per il futuro piano industriale “senza ricette fallimentari, ossia senza esuberi mobilità e precarietà” ha sottolineato ancora Damiani, ricordando anche quanto successo in altre realtà del settore.

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