Marucci (Federpromm): “Bene il decreto sulla Mifid 2”

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Il leader dell’associazione dei cf che fa capo alla UilTucs apprezza il testo legislativo messo in cantiere dal governo.

Andrea Telara di Andrea Telara8 maggio 2017 | 09:42

GIUDIZIO POSITIVO – “Si avvia quel processo di cambiamento tanto atteso che modificherà strutturalmente e sostanzialmente il quadro di riferimento della rappresentanza degli operatori”. Si apre così un comunicato della associazione di categoria Federpromm che saluta con favore il decreto del governo approvato in via preliminare la settimana scorsa, che dà attuazione alla Direttiva europea Mifid 2. Manlio Marucci, segretario della Federpromm-Uiltucs, in linea con quanto sostenuto dal presidente di Ascosim Massimo Scolari manifesta ampia soddisfazione “per articolato provvedimento del testo che affronta in modo organico tutte le problematiche del settore in un contesto uniforme delle direttive comunitarie”. “Finalmente un po’ di chiarezza ma anche di soddisfazione”, recita il comunicato della Federpromm. “Particolarmente apprezzato”, aggiunge lo stesso segretario Marucci, “è il valore aggiunto per il suo ruolo strategico a tutela del pubblico risparmio dato alla figura del consulente finanziario indipendente e alle società di consulenza finanziaria che con la nuova formulazione introdotta nell’articolo 30bis dà pieno riconoscimento – in termini di ceteris paribus – a tali figure professionali. Non solo: aver dato anche maggiori poteri di controllo alle Autority del mercato sulla vigilanza e in modo particolare per quanto concerne i consulenti finanziari al nuovo Organismo dell’albo (OCF) tale ampio potere di vigilanza, ridisegna in termini di funzionalità una divisione dei compiti che sicuramente elimina le storture riscontrate fino ad oggi sulla celerità dell’assunzione dei provvedimenti sanzionatori in capo ai soggetti abilitati. Altro importantissimo capitolo su cui finalmente  si è fatta chiarezza”, aggiunge ancora il segretario Marucci, “sono gli obblighi regolamentari della comunicazione da parte degli intermediari alla potenziale clientela sui costi della consulenza e dei prodotti; consulenza vista quindi come servizio e non più come appannaggio di politiche e prassi retribuite per tali operatori. Quindi nuove e trasparenti politiche di pricing e piano di controllo”.


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